Nordest in controtendenza, crescono le immatricolazioni

Sono in calo ovunque in Italia le iscrizioni all’università negli ultimi cinque anni, ma non nel Nordest del Paese, che si mostra in netta controtendenza rispetto al trend nazionale. Se infatti nel Belpaese le immatricolazioni sono complessivamente in calo, con una perdita netta tra il 2004 e il 2009 di 45.000 studenti, i dati dell’ultimo rapporto del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (Cnvsu) mostrano uno scenario completamente diverso in Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Qui infatti negli ultimi dieci anni le matricole sono aumentate di quasi duemila unità, pari al 17,6 per cento. Se infatti nel 2000 sono stati 24.282 gli studenti che hanno scelto di iscriversi a uno dei sei atenei del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, nel 2009 il dato è balzato a 26.139. Un aumento netto anche se comunque inferiore rispetto al record del 2005 (oltre quota 27.000). Ma non tutti gli atenei del Nordest sorridono: esiste infatti anche qui un ampio divario interno tra le isole felici e le università in linea con il dato nazionale.

In vetta alla classifica troviamo infatti l’Università di Padova, che mostra di non conoscere crisi e mostra nell’arco degli ultimi 10 anni un aumento di oltre 800 unità, ma sono i cugini scaligeri dell’Università di Verona a mostrare un vero e proprio boom nelle iscrizioni con una crescita che supera il 35 per cento, con 4.898 iscritti nel 2009, contro i 3.619 registrati nel 2000. Il numero di matricole è aumentato in particolare di oltre 7 punti percentuali solo nell’ultimo anno e anche i dati sull’occupazione sembrano in netta controtendenza: il 67 per cento dei laureati veronesi trova lavoro entro un anno dal titolo contro una media nazionale del 46 per cento.

In laguna la situazione è più composita, con lo Iuav segna il passo mentre Ca’ Foscari compensa il calo con un leggero aumento: l’Istituto di Architettura e urbanistica soffre infatti un calo del 17 per cento, passando da 1.081 a 895 unità. In Friuli Venezia Giulia, invece, l’ateneo di Udine, dopo un picco registrato nel 2005, in linea con l’andamento nazionale, oggi si mostra sostanzialmente stabile, mentre a soffrire è l’Università di Trieste, con oltre 200 studenti in meno.