Jadavpur University

A New Delhi la polizia ha arrestato un professore dell’Università di Jadavpur per aver diffuso in Internet cartoons contro il primo ministro del West Bengala Mamata Banerjee e per aver deriso le politiche governative.

Si tratta di Ambikesh Mahapatra, insegnante del dipartimento di chimica dell’università indiana, che è stato aggredito mentre stava tornando a casa. A distanza di poche ore poi, nella stessa notte, Mahapatra è stato arrestato.
Per l’aggressione sono state arrestate quattro persone, due delle quali aderenti al Trinammol Congress, il partito politico guidato da Banerjee.

“Il professor Mahapatra – ha dichiarato Sujoy Chanda, vice commissario della polizia di Kolkata – è stato arrestato per la diffusione di messaggi offensivi nei confronti di persone rispettabili”, rifiutandosi però di divulgare i nomi delle persone diffamate nel messaggio.

La polizia ha poi caricato le accuse contro il professor Mahapatra aggiungendo alla diffamazione anche quelle di umiliazione di una donna e di reati informatici; dopo essere stato portato in tribunale il docente è stato poi rilasciato su cauzione.

Sembra dunque che il professore abbia condiviso con alcuni amici e colleghi una vignetta ironica che mostrava Mamata Banerjee e il ministro dei trasporti Mukul Ray intenti a pianificare il modo per sbarazzarsi del predecessore Dinesh Trivedi.

In ogni caso l’opinione pubblica, in particolare studenti e docenti universitari, si è schierata dalla parte del prof Mahapatra; molti hanno commentato l’evento sui social network – primo fra tutti Twitter – denunciando la vergognosa ed estrema violazione della libertà di espressione.

In particolare, a esprimersi violentemente contro Mamata Banerjee e la gestione dei diritti democratici del suo governo è stata Brinda Karat, rappresentante del Partito comunista dell’india marxista: “Questo è un attacco chiaro ai diritti democratici e alla libertà di espressione – ha denunciato la leader politica -, Banerjee decide già su ciò che la gente dovrebbe leggere in biblioteca, domani ci dirà anche cosa pensare”.