universita' del salento pubblica annuncio ricerca neolaureati per call center

Quando un’azienda è alla ricerca di neolaureati da assumere è quasi ovvio che l’annuncio sia pubblicato anche sulla bacheca del locale ateneo. Ma se, come è avvenuto all’Università del Salento, l’offerta di lavoro proviene da un call center che ha bisogno di operatori telefonici, la cosa assume i contorni della beffa. Soprattutto se si vanno a leggere nello specifico i requisiti richiesti, più simili a quelli di un professionista di livello medio-alto che non a quelli di un telefonista. L’annuncio del call center leccese è stato rilanciato sulla bacheca dell’ateneo e anche su quelle delle varie facoltà, destando grosse perplessità sul fatto che sia l’università pugliese stessa a promuovere il lavoro precario.

Secondo quanto indicato nell’annuncio pubblicato sulla bacheca dell’Università del Salento, a ricercare neolaureati da destinare al lavoro di operatore call center inbound è “un’azienda leader nell’outsourcing di servizi di Contact Center, Help DeskBack Office“. I requisiti richiesti a coloro che si candidano all’impiego sono l’essere neolaureati (in Economia, Ingegneria, Giurisprudenza, Lingue straniere oppure in Lettere e Filosofia), il possesso di spiccate doti comunicative e commerciali, oltre che un’ottima conoscenza dei maggiori sistemi operativi. A fronte di tutto questo, però, l’annuncio specifica che potrebbe essere richiesto di lavorare durante i festivi, su turno spezzato, disponibilità e part time.

Le competenze richieste dal call center sono piuttosto elevate rispetto a ciò che i neolaureati prescelti dovranno poi effettivamente fare, cioè limitarsi a rispondere al telefono. E non importa se alle spalle hanno lunghi anni di studio, specializzazioni e sacrifici. Non che di per sé ci sia nulla di male a fare l’operatore telefonico in attesa di trovare un lavoro all’altezza delle proprie competenze, anzi, spesso può anche essere un’alternativa momentanea valida, oltre che un’esperienza positiva. Certo, però, che il fatto che sia proprio l’Università del Salento a farsi promotrice di questa ricerca dà da pensare, perché va in un certo senso a svalutare il valore stesso della laurea.

Questo annuncio non è, tuttavia, il solo che negli ultimi tempi sta facendo molto discutere in Rete. Già qualche giorno fa, infatti, ha suscitato non poche polemiche l’insolita offerta di lavoro dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) della Valle d’Aosta, diretta a laureati disposti a collaborare gratis e senza nemmeno rimborso spese. Questo per assolvere, di contro, una lunga serie di mansioni. Ma, almeno per i piani alti dell’azienda, non c’è niente di strano: si tratta pur sempre di “qualcosa da inserire in un futuro curriculum, un’esperienza di lavoro”.