Napolitano laureato ad honorem a Bologna

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto oggi la laurea ad honorem in Relazioni internazionali all’Alma Mater di Bologna. E mentre nell’aula magna dell’ateneo il capo dello Stato sedeva in toga accanto al rettore Ivano Dionigi per l’apertura del 924esimo anno accademico, il centro della città era attraversato da un corteo di protesta partito da piazza Verdi.

Proprio mentre il rettore si accingeva a proclamare dottore honoris causa il presidente Napolitano, in via dei Poeti le forze dell’ordine hanno caricato un gruppo di manifestanti che cercava di forzare il blocco. Si sono registrate anche tensioni tra manifestanti e automobilisti, irritati per i rallentamenti dovuto al passaggio del corteo. I circa 200 giovani hanno lanciato uova, carta igienica e sacchi di spazzatura, spiegando che se passa l’abolizione del valore legale del titolo di studio a questo sarà paragonabile la loro laurea.

Il presidente nella sua lectio magistralis ha sottolineato come una visione ampia europea debba guidare anche lo sviluppo della scienza politica e ha anche auspicato riforme nel campo della rappresentanza politica come risposta a disincanto, distacco, dubbiosa partecipazione al voto, difendendo il valore dei partiti ma chiedendo un’opera di riqualificazione culturale e programmatica da parte delle forze politiche.

Chiedendosi quanto in Europa le fibrillazioni della politica riflettano la sempre più incerta sostenibilità di politiche sociali che hanno finora garantito livelli elevati di benessere, la riflessione del capo dello Stato si è poi incentrata sullo slancio produttivo e competitivo delle nuove economie: “autentici giganti” li ha definiti il presidente, invitando gli europei a non esitare a unire le forze e a rifuggire la tentazione dell’autosufficienza.

Sulle politiche restrittive di bilancio messe in campo “e ancora necessarie”, nella sua prolusione davanti alla platea di docenti, rettori, e istituzioni intervenute al conferimenti della laurea ad honorem, Napolitano ha detto che le risposte dei governi sono talvolta “incerte e problematiche”, ma questo non deve prestare il destro a reazione populiste, rigetto della solidarietà europea e anacronistica difesa di posizioni di privilegio.

Il presidente ha poi messo in guardia nei confronti di reazioni e proteste che non si svolgono nel rispetto della legalità e che rischiano di sfociare nel ribellismo. Un messaggio, quest’ultimo che alcuni hanno collegato con le proteste studentesche annunciate da giorni nei suoi confronti, ma più probabilmente rivolto a manifestazioni ben più forti che si stanno verificando in questi giorni nel Paese.