cantiere

Un progetto per la costruzione di due nuove facoltà nella periferia orientale di Napoli, una sostanziale rivalutazione del territorio a favore dei giovani è al contempo un business che fa gola alla criminalità. Una minaccia molto probabilmente legata al racket quella della notte scorsa al cantiere dell’università di San Giovanni a Teduccio, un avvertimento lanciato dando alle fiamme la sede dei lavori.

Una bottiglia incendiaria ha dato fuoco alla gru provocando danni per decine di migliaia di euro, un avvertimento chiaro della camorra che vede nell’appalto una notevole fonte di introiti.

Il cantiere alla periferia di Napoli dove dovrà sorgere la nuova sede dell’Università Federico II non è l’unico ad essere coinvolto in episodi di intimidazione, già alcuni mesi fa infatti era stata lanciata una bottiglia con liquido infiammabile in un futuro spaio riservato all’ateneo.

Finanziato da fondi europei nel 2004, il piano prevede la predisposizione delle due facoltà di Ingegneria e Giurisprudenza, che ovviamente dovranno disporre di laboratori e dipartimenti, complessi di aule e centro congressi per duemila partecipanti, parcheggi sotterranei e aree verdi, per ospitare ben 18 mila studenti e 250 docenti.

Ora la polizia ha dato il via alle indagini, superata il dubbio che si trattasse di un incidente colposo. I Vigili del fuoco infatti hanno confermato dagli elementi raccolti che si tratta sena alcun dubbio di un attentato di origine dolosa. Sul luogo dell’incendio, infatti, hanno ritrovato una bottiglia di plastica contenente benzina. Le indagini ora avranno ad oggetto eventuali pressioni e richieste estorsive nei confronti di imprese coinvolte nel consorzio che ha in appalto l’opera, in particolar modo la ditta proprietaria dei mezzi di lavoro incendiati.