napoli centro ricerche stress per edifici resistenti ai cataclismi

Un centro di ricerca ad alta tecnologia sulle costruzioni sostenibili, per realizzare case resistenti ai grandi eventi catastrofici, come terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche e smottamenti. Sorge a Napoli e si chiama Stress. Si tratta di “uno dei sei distretti tecnologici – spiega Guido Trombetti, assessore all’Università e alla Ricerca scientifica della regione campana – che saranno operativi a breve in Campania e che complessivamente sono stati finanziati dal Miur con 220 milioni di euro”.

Il centro di ricerca Stress è stato presentato qualche giorno fa a Napoli, nel corso del convegno internazionale Resilience and sustainability in relation to disasters: a challenge for future cities. All’evento hanno preso parte esperti internazionali provenienti da ogni parte del mondo, tra questi ricercatori di università della Florida, della California, della Danimarca e della Grecia, oltre a quelli del Mit di Boston. Il tutto è stato organizzato dal dipartimento di Ingegneria strutturale dell’Università di Napoli “Federico II”, assieme all’Amra.

Attraverso questo distretto tecnologico si vuole creare un network attivo tra imprese, università e centri di ricerca che operano nel territorio campano, per valorizzare l’industria italiana d’avanguardia nel settore delle costruzioni: “Il nostro obiettivo più ambizioso – dichiara Gaetano Manfredi, presidente di Stress e docente d’Ingegneria strutturale all’Università di Napoli “Federico II”– è quello di organizzare attorno al distretto una vera filiera produttiva, completa. Il made in Italy manifatturiero dell’edilizia sostenibile”. Il centro di ricerca conta già una ventina di imprese. È ancora presto per valutarne l’impatto economico, “ma – precisa Manfredi – certamente non lasceremo nulla di inesplorato”.

Il nuovo distretto tecnologico, che ha ricevuto un primo stanziamento di 50 milioni di euro, svolgerà diverse attività. Si spazierà dalla ricerca alla formazione specializzata, dallo sviluppo di reti d’internazionalizzazione al trasferimento tecnologico e al supporto all’innovazione e molto altro ancora. “Con il distretto Stress – termina Manfredi – il mondo della ricerca può svolgere un ruolo fondamentale, integrando conoscenze provenienti da ambiti diversi e fungendo da volano attraverso nuovi materiali, nuove tecniche realizzative, nuove soluzioni e nuove tecnologie”. Così nasceranno le case del futuro.