morta margherita hack

Si è spenta la notte scorsa a Trieste l’astrofisica Margherita Hack. La scienziata novantunenne era ricoverata da una settimana all’ospedale di Cattinara a causa dell’aggravarsi dei problemi cardiaci dei quali da tempo soffriva e per i quali, all’inizio dell’inverno scorso, aveva rifiutato di sottoporsi ad un’operazione, motivando così la sua scelta: “inutile campare cinque anni di più male, meglio stare a casa con il mio lavoro e i miei animali”.

Nata a Firenze nel 1922, Margherita Hack si era laureata in Fisica nel 1945 presso l’ateneo della sua città natale. È stata professore ordinario di Astronomia all’Università di Trieste dal 1964 al 1992 e membro dell’Accademia dei Lincei, nonché delle più prestigiose società fisiche ed astronomiche mondiali. Primo direttore donna dell’Osservatorio astronomico di Trieste, carica che ricoprì per oltre vent’anni, la scienziata contribuì in maniera determinante a ridare rilevanza internazionale alla struttura. Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato anche con la NASA e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Insieme al marito Aldo, con cui è stata sposata per settant’anni, le stelle e i pianeti sono stati il grande amore della sua vita e, come segno di riconoscenza per il grande apporto fornito allo studio del cosmo, nel 1995 le è stato dedicato l’asteroide 8558 Hack. Nota per il suo fare schietto, al punto da risultare a volte spigoloso, Margherita Hack è stata sempre in prima linea per la difesa della cultura, dell’ambiente e degli animali. La scienziata non ha mai fatto mistero della sua passione per la politica, che l’ha portata a candidarsi più volte. Eletta nel 2006 alla Camera nelle liste dei Comunisti italiani, la Hack rinunciò al seggio per continuare a dedicarsi all’astronomia.

Oltre che alla ricerca, Margherita Hack è stata sempre dedita alla divulgazione e ciò l’ha fatta conoscere dal grande pubblico. Negli ultimi anni della sua vita la studiosa ha più volte levato la propria voce a sostegno di studenti e ricercatori contro i tagli a scuola e università operati dai vari governi e la riforma che ha cancellato la figura del ricercatore a tempo indeterminato.

Universita.it, a cui Margherita Hack ha concesso l’onore di un’intervista esclusiva nell’Ottobre del 2011, si unisce al cordoglio di tutta la nazione per la perdita di una delle figure più rappresentative della cultura scientifica italiana, di una grande divulgatrice e di un baluardo nella difesa della ricerca e della diffusione della conoscenza.