Mario Monti

Mario Monti è tornato alla Bocconi, ma come ospite d’onore in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico avvenuta la settimana scorsa. Autosospesosi dalla presidenza dell’ateneo milanese dopo aver accettato di formare il governo tecnico, vi ha fatto nuovamente ingresso nei panni però di presidente del consiglio. Ma Monti alla Bocconi è di casa e promette di farvi presto ritorno.

“Posso assicurare – ha detto nel corso della cerimonia – che molto presto il mio temporaneo incarico di governo verrà a scadenza e quindi farò in tempo, se avrò vita e salute, a completare il quadriennio per il quale sono stato nominato presidente di questa università”. Una dichiarazione d’amore, certo, ma anche un chiaro messaggio politico.

E il presidente del consiglio dei ministri non ha perso l’occasione per rivolgersi ai giovani bocconiani in platea, e forse anche a tutti gli altri là fuori: “Sentiamo il fiato innovatore degli studenti all’interno del Governo, vanno ascoltate le voci dei giovani“. Immancabile un riferimento anche all’attualità politica e al tema caldo della riforma del mercato del lavoro, rispetto alla quale, ha detto Monti “Il diritto-dovere di decidere spetta a governo e Parlamento”. Un messaggio chiaro, insomma, alle parti sociali lanciato dal tempio accademico dell’economia liberale in Italia.

E proprio in occasione dell’apertura dell’anno accademico bocconiano il rettore Guido Tabellini ha annunciato i processi innovativi che l’ateneo intende avviare per perseguire la strada della meritocrazia. Un forte accento è stato posto sul tema dell’internazionalizzazione, in linea con le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Un argomento questo rispetto al quale l’ateneo milanese è sicuramente ferrato, ma il rettore Tabellini rinnova lo slancio per una università che confermi il proprio spazio tra le eccellenze accademiche a livello mondiale.

L’idea è quella di facilitare “il reclutamento di nuovi docenti con significative esperienze internazionali“. Come? Pagando di più i migliori cervelli. E questo proprio perché, ha detto Tabellini “le sfide che la Bocconi ha affrontato in questi anni continueranno a essere quelle su cui dovremo misurarci in futuro, sia dentro la nostra università che a livello dell’intero Paese“.