modifiche decreto universita

Il 28 Novembre il Senato ha approvato, a maggioranza, il decreto sulle università; si attende ora il voto alla Camera entro la metà di Dicembre.

Rispetto alla stesura iniziale sono state apportate alcune modifiche al decreto legge 180 che faceva seguito alla legge 133. Tra le più significative, l’introduzione di criteri scientifici per la carriera universitaria dei docenti, il blocco delle assunzioni per gli atenei in rosso ed il tentativo di riportare in Italia i cervelli fuggiti all’estero.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono state le modifiche al decreto sulle università.

Carriera universitaria

Si prevede la costituzione di un’anagrafe, tenuta presso il ministero e aggiornata annualmente, che certificherà le pubblicazioni scientifiche utili ai fini degli scatti di anzianità per docenti e ricercatori. Per chi non pubblica è prevista la diminuzione della metà dello scatto biennale e l’esclusione dalla ripartizione dei fondi PRIN per la ricerca.

Blocco assunzioni e finanziamenti

Rispetto a quanto già previsto dal decreto 180, le modifiche della commissione prevedono il blocco delle assunzioni e l’esclusione dalla ripartizione dei fondi per tutte le università che chiudono in rosso i bilanci annuali. Inoltre, si prevede il divieto di assumere anche per le università che spendono in stipendi più del 90% del fondo ordinario di finanziamento.

Resta valido il turn over per le università virtuose. Rimangono comunque esclusi dal turn over i bandi di concorso già emanati e gli enti di ricerca. Inoltre, sempre per le università con un bilancio in positivo, sarà riservato almeno il 7% del fondo di finanziamento ordinario, destinato a migliorare la qualità dell’istruzione e della ricerca.

Regole per i concorsi

Le modifiche al decreto sulle università riguardano anche le regole per la composizione delle commissioni dei concorsi. Il sorteggio delle commissioni, secondo il decreto 180, prevede, per i concorsi dei docenti, un professore ordinario interno della facoltà e quattro ordinari esterni, sorteggiati da una lista di dodici. Per i concorsi dei ricercatori, un ordinario ed un associato interni e due ordinari esterni, sempre estratti a sorte.

Inoltre, a supervisionare il sorteggio dei docenti, che sarà pubblico, ci sarà una commissione designata dal consiglio universitario nazionale. Verranno riaperti i termini per i concorsi già banditi, per i quali già varranno le nuove regole sulle commissioni.

Rientro dei cervelli

Una modifica al decreto sulle università, introdotta dalla commissione, prevede che gli atenei, per coprire posti da professore o da ricercatore, possano procedere attraverso chiamata diretta di studiosi “stabilmente impegnati all’estero” o di “chiara fama”.