miur accordo ricerca sud

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Un Protocollo di intesa nazionale per la ricerca e la competitività. Ma in cosa consiste un tale tipo di accordo?

Generalmente il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca sigla questo tipo di accordi per favorire e incentivare le università situate in zone particolarmente svantaggiate, come quelle dell’Italia Meridionale.

Si stanzia un fondo, che può essere reperito anche da bandi europei e si procede alla promozione di reti pubblico-private di eccellenza (laboratori, distretti di alta tecnologia), potenziamento dei centri di ricerca ed altri interventi a sostegno dello scambio di conoscenze scientifiche e tecnologiche, ad esempio tra il Sud e il Centro-Nord del paese.

Per attuare un protocollo il Miur stabilisce generalmente la nascita di un tavolo tecnico per la sua attuazione, in modo che si realizzi un meccanismo di controllo e di monitoraggio dell’attività svolta.

Un esempio di Protocollo del genere è quello siglato la scorsa settimana tra il Miur e le regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

Per il primo triennio sono state stanziate risorse comunitarie (Fondo europeo di sviluppo regionale) e nazionali (Fondo di rotazione) pari all’importo per 1.600 milioni di euro, a fronte di una disponibilità complessiva di 3.232 milioni di euro, per il sostegno alla ricerca industriale, la promozione di reti pubblico-private di eccellenza (laboratori, distretti di alta tecnologia), il potenziamento dei centri di ricerca ed altri interventi a sostegno dello scambio di conoscenze scientifiche e tecnologiche tra il Sud e il Centro-Nord del paese.

Per assicurare il coordinamento degli interventi, valorizzando anche la dimensione sovraregionale che intendono avere, l’intesa firmata tra Miur e Regioni prevede la costituzione di un Tavolo tecnico per l’attuazione del protocollo che vede la presenza del ministero di Viale Trastevere, quello dello Sviluppo Economico (rispettivamente Autorità di gestione e Organismo intermedio del PON R&C) e dei rappresentanti delle Amministrazioni regionali e centrali direttamente interessate, al quale sarà affidata la verifica della sostenibilità degli interventi da realizzare e i risultati conseguiti.

L’attuazione del Protocollo di intesa è demandata alla sottoscrizione di specifici accordi di Programma quadro, in cui sono definiti per ciascuna Regione le linee e gli ambiti prioritari di intervento, nonché i relativi strumenti di attuazione.

A seconda delle specificità territoriali, i singoli accordi di Programma quadro riguarderanno l’ICT in applicazioni dedicate, i Materiali avanzati, le Nanotecnologie, il Risparmio energetico, la Salute dell’uomo e biotecnologie, il Sistema agro-alimentare, l’Aerospazio/aeronautica, i Trasporti e la logistica avanzata, i Sistemi avanzati di manifattura, l’Ambiente, solo per citare alcuni settori strategici.