Missioni su Marte rischio Alzheimer per gli astronauti

Le missioni su Marte causerebbero agli astronauti il morbo di Alzheimer. L’allarme è di M. Kerry O’Banion, professore presso il centro medico dell’Università di Rochester, il quale ha studiato l’impatto di una forma di radiazioni generate da particelle a massa elevata e ad alta carica (HZE). L’esperimento del professor O’Banion è stato condotto per otto anni in collaborazione con la NASA, nei cui laboratori di Brookhaven vi è un acceleratore di particelle che simula efficacemente i corpuscoli presenti nello spazio.

Secondo i calcoli di O’Banion, una missione su Marte, che dovrebbe durare almeno tre anni, ha delle elevate possibilità di accelerare nei partecipanti l’insorgenza dell’Alzheimer. Si sa da tempo che l’esposizione a radiazioni può causare gravi problemi alla salute, come ad esempio il cancro, ma fino a oggi non era noto cosa potesse accadere nel caso di una esposizione prolungata ai raggi cosmici. Lo studio dell’Università di Rochester per la prima volta spiega che l’essere sottoposti a radiazioni a un livello pari a quello di una missione su Marte è in grado di causare gravi problemi cognitivi, accelerando nel cervello le degenerazioni tipiche del morbo di Alzheimer.

Il team del professor O’Banion ha esposto dei topi a una quantità sempre maggiore di radiazioni, fino a simularne i livelli raggiungibili nel corso di una missione sul pianeta rosso. Le cavie avrebbero poi dovuto completare semplici compiti o ricordare una localizzazione. I ricercatori hanno osservato che i roditori esposti a radiazioni avevano molte più probabilità di fallire i compiti assegnati, facendo pensare dunque a un indebolimento delle funzioni neurologiche. I cervelli dei topi hanno inoltre mostrato segni di alterazioni vascolari e un accumulo di beta amiloide molto più elevato del normale, uno dei primi segnali rilevanti dell’insorgenza dell’Alzheimer.

“Si tratta di un altro fattore che la NASA, che è ovviamente preoccupata dei potenziali rischi per la salute dei propri astronauti, avrà bisogno di tenere da conto per le future missioni” fa notare O’Banion. L’agenzia spaziale statunitense, infatti, ha in programma nel 2021 la spedizione di un uomo su un lontano asteroide e si è posta l’obiettivo di raggiungere Marte nel 2035. È soprattutto in vista di quest’ultima missione che si stanno compiendo studi più approfonditi volti a scongiurare che sia messa seriamente a repentaglio la salute degli astronauti.