Il ministro Francesco Profumo

Il Fondo di finanziamento ordinario stanziato annualmente dallo Stato deve arrivare nelle casse delle università con tempi certi. Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, anche grazie alla precedente esperienza di rettore al Politecnico di Torino, sa bene quanto conti per un ateneo poter programmare spese e ammontare delle rette in base a una previsione certa delle somme che annualmente arriveranno dall’amministrazione centrale.

Ecco perché, a margine di un convegno sulla valutazione oggi a Roma, il ministro ha sottolineato come per scuole e università la certezza su tempi e quantità dei fondi sia importante al pari della loro entità, mostrando di essere sensibile all’argomento, anche al fine di una corretta ed efficiente gestione dei bilanci dei singoli atenei.

Profumo non ha mancato di confermare, come aveva fatto pochi giorni fa agli studenti del Cnsu, che i fondi a disposizione del suo dicastero sono pochi, aggiungendo che a suo giudizio ci sono ancora inefficienze nella spesa su cui si può intervenire. A questo scopo ha annunciato l’intenzione di procedere a un’attenta valutazione dei bilanci al fine di “reingegnerizzare” le risorse.

Un altro campo d’azione annunciato dal ministro per reperire fondi da destinare al sistema accademico e della ricerca è il ricorso ai fondi strutturali, ampliando all’intero Paese quello che già avviene per le regioni dell’obiettivo convergenza.

Profumo ha confermato di propendere per una stabilità del sistema accademico che con comporti modifiche sostanziali alla riforma dell’università varata dal governo Berlusconi, ma non ha escluso – al termine dell’attuale fase di monitoraggio dell’esistente – interventi utili ad avviare una nuova gestione del sistema.

A proposito di monitoraggio, il ministro ha confermato anche che i tecnici del suo dicastero stanno prendendo in esame la questione delle rette che in molte università, i cosiddetti “atenei fuorilegge“, sforano il 20 per cento dell’ammontare dei fondi stanziati dallo Stato. Dopo l’analisi dello “storico” per i singoli atenei – ha annunciato Profumo – adotteremo i provvedimenti necessari”.