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Grandi novità in vista per i test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso: presto potrebbe essere introdotta la graduatoria unica nazionale. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo alla Camera dei Deputati nel corso del Question Time. Questa è una delle principali soluzioni al vaglio per rendere più equo il sistema di selezione delle aspiranti matricole, che ogni anno non manca di suscitare aspre polemiche e valanghe di ricorsi.

Molto spesso, infatti, si registrano disparità evidenti tra i vari atenei nei punteggi degli ammessi ed è frequente che in una sede non si superi la selezione pur avendo totalizzato un numero di risposte esatte che avrebbe permesso l’accesso in un’altra. Ciò è causato soprattutto dal fatto che non c’è un punteggio minimo da superare e che si scorrono gli elenchi fino a copertura dei post disponibili. Riunendo i risultati dei test di ammissione in un’unica graduatoria nazionale si potrebbe eliminare il problema, ma, ha ammesso il ministro Profumo, si tratta di una misura “che deve essere introdotta gradualmente“.

Stando alle dichiarazioni del ministro la novità non è stata lanciata già quest’anno a causa delle “difficoltà economiche del Paese e per le difficoltà di spostamento degli studenti” e dei rallentamenti che questo tipo di procedura selettiva necessariamente comporterebbe. Formare un’unica graduatoria nazionale per i test di ammissione, infatti, richiederebbe “tempi più lunghi che devono essere resi compatibili con l’inizio delle lezioni”, soprattutto perché gli studenti in posizione utile dovrebbero poi esprimere le proprie preferenze rispetto alle sedi universitarie. Un primo passo in questo senso è stato comunque già compiuto con l’introduzione delle graduatorie territoriali, frutto dell’accorpamento in un unico elenco degli esiti registrati in gruppi di atenei geograficamente vicini.

Il ministro Profumo ha poi ribadito che la trasparenza e la certezza delle modalità di svolgimento dei test di ammissione sono “pienamente assicurate dalle dettagliate regole dettate dal decreto ministeriale n. 196 del 2012″. Infine, per rispondere alle critiche di quanti vorrebbero che si aumentasse il numero di posti disponibili per i corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Profumo ha ricordato che la sua determinazione avviene “seguendo una prassi rigorosa che coinvolge vari soggetti istituzionali deputati alla rilevazione e valutazione sia dell’offerta formativa degli atenei sia del fabbisogno del Servizio Sanitario Nazionale”, lasciando intendere che non è possibile ammettere un maggior numero di aspiranti.