giannini smentisce nuovi tagli universita

La smentita del ministro Giannini è arrivata secca e rapida: per gli atenei non ci saranno altri sacrifici. A scatenare il timore di nuovi tagli al Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) è stata una bozza del decreto legge sulla spending review circolata nei giorni scorsi tra i membri della Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI).

Il decreto col quale sono state trovate le coperture per il taglio dell’Irpef, il famoso bonus di 80 euro destinato ai redditi al di sotto dei 25mila euro lordi annui, prevederebbe una riduzione di 30 milioni nel 2014 e di 45 nel 2015 delle risorse a disposizione del sistema universitario, già abbondantemente spremuto negli anni scorsi. Ma il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si è affrettata a rassicurare che non si tratta di un’ulteriore taglio del fondo, bensì di “accantonamenti necessari per motivi di contabilità”.

Il ministro smentisce, dunque, che le somme di cui 10 milioni di italiani beneficeranno a partire da Maggio saranno in parte finanziate da nuovi tagli agli atenei, anche se le sue rassicurazioni non riescono a placare del tutto le polemiche. Il governo Renzi, infatti, fin dal suo insediamento aveva sottolineato che il sistema dell’istruzione e dell’università sarebbe stato difeso ad ogni costo da altri sacrifici. Invece, a leggere bene le parole del ministro Giannini le preoccupazioni del mondo accademico non sembrano del tutto infondate.

L’articolo 50 comma 6 della bozza del decreto sulla spending review recita: “Per l’università la razionalizzazione della spesa è assicurata attraverso la riduzione della dotazione del Fondo di finanziamento ordinario”. A proposito di questi tagli, il ministro Giannini ha però dichiarato che “per ragioni di copertura finanziaria abbiamo dovuto mettere quella voce a bilancio”, assicurando tuttavia che si sta lavorando “per trovare all’interno del nostro ministero il risparmio che ci consentirà di non toccare il Fondo ordinario” e che si è sulla buona strada. Del resto, ha spiegato, per trovare i dieci miliardi di euro necessari a coprire il taglio di Irpef e Irap “a tutti i ministeri sono stati chiesti sacrifici”. Il ministro ha inoltre chiarito che, a fronte degli sforzi, dovrebbero arrivare anche risorse per gli investimenti.

Nonostante le smentite, rimane tuttavia da capire cosa succederà se non si dovessero riuscire a recuperare le somme necessarie agendo su altre voci del bilancio del MIUR. In quel caso, infatti, i nuovi tagli al fondo dovrebbero divenire operativi, mortificando ancora di più un settore già duramente colpito dalle politiche di contenimento della spesa pubblica attuate negli ultimi anni. E le conseguenze, per un sistema sull’orlo del collasso, potrebbero essere disastrose.