Social network Bicocca

L’università degli studi di Milano Bicocca si è classificata al terzo gradino del podio tra gli atenei con più like censiti (14.225) al 31 gennaio 2012 da Universita.it. La speciale classifica ha rappresentato un’occasione per aprire il dibattito sull’uso e sull’utilità dei social media negli atenei italiani. Universita.it ne ha parlato anche con Luigi Di Pace, capo ufficio stampa dell’ateneo milanese.

Dottor di Pace, Su quali social network l’Università Bicocca ha pagine e profili ufficiali e chi se ne occupa?
Facebook, Twitter e Youtube. Il primo canale aperto è stato Youtube nel 2008. Oggi tutti i canali sono raggiungibili dalla home page del sito unimib.it dove sono appositamente raggruppati sotto l’etichetta BSocial. Abbiamo sviluppato anche la multicanalità per Twitter e Facebook, infatti per entrambi i social ci sono un canale “generalista” (per Fb si è scelta la tipologia della pagina) che posta contenuti su tematiche di interesse generale dell’ateneo, gestito dalla redazione web, e un canale media, riconoscibile dal marchio BNews, gestito dall’ufficio stampa. I canali generalisti Twitter e Youtube sono gestiti dalla redazione web, in stretta collaborazione con l’ufficio stampa.

Che tipologia di contenuti veicolate attraverso i social?
Come dicevo, dipende dal target al quale ci si rivolge. Sui canali Fb e Twitter principali si va dagli eventi alle informazioni utili sul Campus, agli avvisi per gli studenti, alle informazioni di servizio sulle segreterie studenti, agli appelli d’esame alle notizie culturali sul mondo universitario (ad es. qualche giorno fa su Fb è stata ripreso un articolo di università.it sul ministro Profumo che dichiarava che la scelta universitaria si fa anche su Fb). Ma è molto rilevante anche l’interazione stessa che si autogenera fra gli studenti che si scambiano informazioni su Facebook. Sui canali media si punta decisamente a veicolare l’informazione verso i giornalisti/bloggers, quindi prevalgono notizie su ricerche, scoperte, iniziative istituzionali. Naturalmente, c’è un intenso lavoro di corrispondenza fra questi canali perché molte informazioni hanno interesse e rilevanza trasversali. Su Youtube offriamo le riprese dei maggiori eventi che si svolgono in università, oltre a video che presentano servizi e offerta formativa dell’Ateneo. Grande interesse inoltre ha suscitato a livello nazionale il progetto portato avanti dai ragazzi del Cus (gli sportivi universitari) che ogni due settimane realizzano un vero e proprio notiziario interamente “home-made”, ospitato sul canale dell’ateneo.

Avete un piano di sviluppo delle attività?
Sì. Ad esempio, per quanto riguarda i canali Facebook e Twitter media, c’è un costante sviluppo di contatti mirati che avviene attraverso l’integrazione di più risorse: mailing list/banche dati, lettura giornali, siti, blog. Più in generale, il modello verso il quale ci si sta orientando è quello di utilizzare i canali social per veicolare contenuti e non solo come canali informativi unidimensionali che replicano modelli fondati sul paradigma dell’informazione ufficiale da uno a molti.
Sempre per superare il paradigma dell’informazione da uno a molti stiamo pensando a iniziative volte a promuovere l’interazione degli utenti con il mondo universitario. Un primo test è già stato realizzato quando abbiamo fatto scegliere il logo da utilizzare per i servizi campus mediante una votazione sulla pagina Facebook. Vorremmo approfondire il discorso e valutare altri ambiti in cui gli utenti possano partecipare attivamente, magari arrivando al punto in cui siano gli utenti stessi ad avanzare proposte migliorative per l’ateneo.

Che riscontro avete avuto in termini di gradimento e utilità percepita dagli studenti?
Abbiamo un buon riscontro in termini di gradimento, il primo segnale positivo è la crescita costante delle adesioni alla pagina. Un trend positivo che non si è mai arrestato dalla creazione della stessa, nemmeno in periodi “non di punta” come questo. Apprezzamenti sono dimostrati sia in modo diretto, con ringraziamenti e menzioni, sia in modo indiretto, soprattutto quando gli utenti collaborano alla diffusione delle notizie postate sui canali Facebook e Twitter.

I social media possono essere un driver di innovazione per gli atenei?
Crediamo assolutamente di sì, perché il vantaggio di questi strumenti è che, se opportunamente seguiti e monitorati, permettono di misurare anche la “temperatura” del buzz e del sentiment dei propri utenti e di fare scelte in tempo reale.

Il vostro utilizzo dei social network tiene conto anche delle prospettive di internazionalizzazione?
Per ora non sono state ancora messe in campo azioni specifiche per questo obiettivo, ma il canale Facebook è raggiungibile sia dalla versione inglese sia dalla versione cinese del sito Unimib. Comunque, un possibile utilizzo dei social network per scopi di internazionalizzazione si fionderebbe sempre sulle caratteristiche di questi strumenti: offrire contenuti che intercettano l’interesse dei gruppi ai quali ci si rivolge.