Test ammissione Medicina

Si avvicina la data dei test di ammissione 2011 e, puntuale, si riapre il dibattito sulla loro efficacia e utilità. Stavolta tocca ai quiz che consentono l’accesso ai corsi a numero chiuso in Medicina. Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), Amedeo Bianco, ha infatti espresso tutta la sua contrarietà all’utilizzo di uno strumento di selezione che ritiene “uno strumento insufficiente per valutare in maniera completa il futuro medico e le sue potenzialità rispetto al corso di studi”.

Secondo il presidente della Fnomceo i test di ammissione sono inadeguati a valutare la predisposizione dei giovani a gestire la complessità di una professione che non si ferma alla specializzazione tecnica, ma necessita anche di competenze di natura e di un forte impegno “sul piano delle relazioni e della comunicazione”. Tutte qualità che le 80 domande che il 5 settembre si presenteranno davanti alle aspiranti matricole non sono in grado di misurare.

Meglio allora – sempre secondo il presidente Bianco – ricorrere ad altre modalità di selezione come ad esempio un colloquio, e soprattutto approfondire il comportamento e la preparazione di base dell’aspirante medico. Non è detto dunque che si debba rinunciare del tutto ai test di ammissione, ma per il presidente dei medici e odontoiatri italiani la formula va modificata e approfondita, con un colloquio “con o sena psicologo“, per valutare anche le motivazioni.

Sulla necessità di rivedere i test di ammissione si è espresso anche Andrea Lenzi, docente a Medicina oltre che presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun), che si trova d’accordo con il presidente Fnomceo Bianco sull’utilità di prevedere colloqui “affidati a valutatori esterni” per misurare il grado di motivazione delle aspiranti matricole.

Per Lenzi è necessario attribuire maggior peso al curriculum dello studente e offrire un migliore orientamento agli studenti già dagli ultimi anni delle superiori. Il presidente del Cun punta i riflettori anche sulle domande di cultura generale, che a suo avviso andrebbero calibrate meglio perché spesso finiscono per essere causa di delusione per candidate e candidati ai test di ammissione che hanno una eccellente preparazione nelle materie scientifiche.

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