calo iscrizioni test d'ammissione 2015 in inglese

Crescono le richieste degli studenti italiani e stranieri per sostenere i test di ammissione ai corsi di laurea in Medicina in inglese. Lo dicono gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Istruzione, secondo i quali le istanze di partecipazione sono aumentate notevolmente. Superando il test sarà possibile frequentare i cinque anni del corso di studi interamente in lingua inglese, con la possibilità di poter lavorare, una volta conseguita la laurea, negli ospedali più prestigiosi del mondo.

I test di ammissione ai corsi di laurea in Medicina in inglese si terranno il prossimo 15 Aprile nelle università di Pavia, Milano, “La Sapienza” e Tor Vergata di Roma, SUN di Napoli e Bari. Le domande per poter accedere alle prove sono state 5.967, ben 1.645 in più rispetto al 2012 (pari a un aumento del 27,5 per cento). Nel 2011, quando gli atenei che offrivano la possibilità di sostenere in lingua le prove di ammissione erano solo tre, le domande erano state un terzo rispetto a quelle presentate quest’anno.

In generale questo dato, a fronte dell’esodo di diplomati verso Paesi che non prevedono il numero chiuso nelle facoltà di Medicina (come ad esempio Spagna, Romania e Albania) o dei laureati verso la Spagna (dove è più semplice conseguire un’abilitazione da avvocato, insegnante o commercialista), è da considerare in controtendenza. Solo “La Sapienza” di Roma ha infatti registrato un calo delle domande di partecipazione ai test di ammissione per i corsi di laurea in Medicina in inglese, mentre la Seconda Università di Napoli le ha addirittura triplicate.

È interessante notare anche che ben l’86 per cento delle domande provengono da neodiplomati e, dunque da diciannove-ventenni che già conoscono molto bene la lingua inglese, segnale senza dubbio confortante. A questo va aggiunto che a crescere maggiormente sono le domande di studenti stranieri intenzionati formarsi come medici in Italia, passando dal 4 al 14 per cento dal 2011 al 2013. Si tratta in particolare di studenti provenienti da Israele, Regno Unito e Grecia (dove la crisi economica ha colpito moltissimo le università locali) e, in numero minore, da Stati Uniti, Francia, Germania, Svezia, Ucraina e, addirittura, Nigeria e Thailandia.

Un dato positivo per le università italiane che tornano ad attrarre studenti provenienti dall’estero nonostante il nostro numero chiuso – la cui legittimità è stata sancita dalla Corte europea dei diritti dell’uomo – sia fortemente selettivo. Solo per 250 dei 5.967 candidati (uno su 24) si apriranno infatti le porte dei corsi di laurea in Medicina in inglese.