classifica censis 2013 medicina

Futuri studenti di Medicina, scegliete l’Università di Bologna o la Bicocca di Milano. Questa è l’indicazione che si ricava dalla classifica Censis-Repubblica 2013, che pone i due atenei in prima posizione a pari merito, con un punteggio medio di 102,5. Solo mezzo punto in meno per Pavia (102), che è seconda, mentre Udine si aggiudica il terzo posto con 99,5 punti.

Il gruppetto di testa è seguito dall’Università di Padova (97,5), dalla Statale di Milano e dagli atenei di Firenze e Roma “Tor Vergata” (appaiate con una media pari a 95,5), Genova (94), Modena e Reggio Emilia (93,5) e Cagliari (93). La zona centrale della classifica Censis per l’area di Medicina 2013 si apre con Torino e “La Sapienza” di Roma – che ottengono entrambe 90,5 punti – cui seguono Trieste (90), l’Università dell’Insubria (89), Sassari (88), Verona e la “Federico II” di Napoli (tutt’e due con 87,5 punti), Siena (87), Bari (86,5), Palermo (86), l’Università del Piemonte Orientale (85,5), Perugia (84,5), l’Università del Molise (83,5) e gli atenei di Messina (83), Catania (82,5), Parma e Foggia (ventisettesime a pari merito con 82 punti di media).

Nella parte conclusiva della classifica Censis per l’area di Medicina 2013 si trovano, invece, Ferrara e Pisa (entrambe con una media di 81,5 punti), l’Università di Chieti e Pescara (81), quella de L’Aquila e quella di Salerno (appaiate con 80 punti) e la Seconda Università di Napoli (79,5). Gli ultimi tre posti della graduatoria spettano, infine, all’Università di Brescia (78,5), a quella di Catanzaro (77) e alla Politecnica delle Marche (76).

A seguito della soppressione delle facoltà, avvenuta per effetto della legge n. 240 del 30 Dicembre 2010, la classifica Censis per l’area di Medicina 2013 si basa sulla valutazione (in una scala da 66 a 110) della qualità dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico della classe di Medicina e Chirurgia (LM-41) offerti dai vari atenei italiani.

L’identikit del laureato in Medicina. I dati contenuti nell’indagine di AlmaLaurea sui laureati 2012 evidenziano una maggioranza femminile (60,2 per cento) e una prevalenza di coloro che hanno alle spalle un diploma di liceo scientifico (57,5 per cento), segnalando anche che nel 46,7 per cento dei casi gli studi sono stati conclusi in regola con la durata prevista e che l’83,3 per cento dei laureati è abbastanza o decisamente soddisfatto del percorso di studi scelto.

Sbocchi professionali. La laurea in Medicina è una di quelle che offrono le migliori prospettive occupazionali e che consentono di ottenere i maggiori guadagni. Dopo la specializzazione, l’esame di Stato e l’iscrizione all’albo professionale, i laureati potranno esercitare la professione medica alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale o presso strutture private e potranno, inoltre, scegliere di dedicarsi alla ricerca clinica o biomedica.