concorso accesso scuole di specializzazione medicina 2013

Inizierà il 2 Luglio con la prima prova (il quiz) per l’area medica l’iter per l’accesso alle scuole di specializzazione di Medicina. A seguire, il 3 Luglio sarà la volta di quella chirurgica e il 4 dell’area dei servizi. Ma le modalità di svolgimento del concorso fanno già mormorare e il sindacato dei giovani camici bianchi denuncia: “è confermata la riduzione dei contratti ed è stata ampliata la base dei partecipanti”.

Saranno il 10 per cento in meno i contratti da assegnare tramite le prove di selezione: si passa da 5.000 a 4.500. Di contro, vi è però un allargamento della base degli ammissibili al concorso. Infatti l’avvio delle attività didattiche è fissato per il 22 Luglio, e per questo il MIUR ha stabilito che potranno partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione anche i circa 1.500 neolaureati in Medicina che conseguiranno l’abilitazione entro la sessione del 10 Luglio.

La riduzione dei contratti e l’aumento dei concorrenti risultano tanto più amari da digerire dal momento che la ridotta disponibilità di posti deriva non da tagli effettivi, ma da un mancato adeguamento del capitolo di spesa dei contratti ministeriali per tener conto dell’incremento della durata – un anno in più – di quasi tutte le scuole di specializzazione, che è stato introdotto dalla riforma dell’ordinamento didattico del 2005. E le prime voci di dissenso non tardano a farsi sentire.

Così il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), per bocca del vicepresidente vicario Andrea Silenzi: “già nel 2011 avevamo dato l’allarme e sostenuto l’opportunità di ripristinare la precedente durata dei corsi, a maggior ragione che i tempi medi di accesso all’esercizio della professione medica in Italia sono i più lunghi nel panorama internazionale”. Sempre il SIGM lamenta che sia rimasta inascoltata fino ad oggi l’idea di utilizzare i Fondi Sociali Europei per sovvenzionare contratti aggiuntivi di formazione medica, e che la decisione – presa senza preavviso – di aprire il concorso ai medici neolaureati che si abiliteranno a Luglio ponga le basi per un conflitto tra giovani.

Insomma, denuncia l’associazione, ce n’è abbastanza per incentivare ulteriormente la fuga all’estero dei medici under 35, tendenza già in crescita negli ultimi anni. Nel mirino non ci sono solo le scuole di specializzazione e le regole per l’accesso: le associazioni di specializzandi – tra cui appunto il SIGM – chiedono una rivisitazione complessiva del sistema formativo di medicina. In particolare, una laurea più professionalizzante e più aderente alle best practice europee, già abilitante e che sbocchi in un accesso alle scuole di specializzazione a graduatoria nazionale programmato in base al reale  fabbisogno di professionalità mediche. E adesso i giovani camici bianchi sperano che il nuovo governo sia più propenso ad accogliere le loro istanze.