Martone replica alle accuse sul concorso

“Non ho rubato il posto a nessuno”. Finito al centro delle polemiche per la sua frase sugli studenti “sfigati”, Michel Martone sceglie di ribattere dalle pagine del suo blog alle voci maligne sorte intorno alla fulminea ascesa accademica che lo ho portato a diventare ordinario alla incredibile età di 29 anni.

Gli hanno dato del raccomandato, lo hanno invitato a guardare la “trave” nel suo occhio e a “star zitto prima di parlare”. Insomma, troppo facile dare dello “sfigato” a chi a 28 anni ancora non ha la laurea in tasca per chi, come Martone, avrebbe avuto secondo molti la carriera accademica spianata dalle “amicizie importanti” di papà Antonio, ex presidente dell’Authority sugli scioperi.

Ma il fuoco delle polemiche intorno all’enfant prodige del governo Monti, non è rimasto nel vago: nel mirino del web e della stampa è finito proprio il concorso grazie al quale il viceministro del welfare ha avuto precoce accesso alla carica di professore ordinario. A carico dell’”imputato”, sei degli otto candidati misteriosamente volatilizzati e un giudizio freddino da parte della commissione, in merito soprattutto alle pubblicazioni e ad una preparazione forse ancora “acerba”.

Ma se processo mediatico deve essere, la parola passa alla difesa. E il viceministro del welfare risponde alle accuse colpo su colpo, con tanto di verbali del concorso. Martone infatti, per amore di trasparenza, scrive sul suo blog di aver aver ricostruito le vicende concorsuali e di aver “potuto verificare che, diversamente da quanto riportato da alcuni giornali, tutti gli altri candidati si sono ritirati dal concorso in questione (con una sola eccezione), perché nel frattempo avevano vinto il concorso da ordinario in altre sedi da loro preferite”.

A riprova il viceministro invita a consultare i verbali dei concorsi che hanno sancito l’assunzione dei candidati in lizza, ben prima che si concludesse il concorso incriminato. Quanto poi ai meriti scientifici, a suffragio della bontà del suo operato Martone sciorina i verbali della conferma in ruolo di professore ordinario, che avviene a tre anni dalla chiamata in servizio.

“Nel corso del triennio – si legge nel giudizio – il Prof. Michel Martone ha svolto un’intensa attività scientifica, che conferma la maturità acquisita e testimonia di un’indubbia e lodevole continuità nella ricerca”. Una difesa accurata che sicuramente fuga molti dubbi quella del viceministro che ha acceso la polemica sui 28enni fuoricorso “sfigati”. Di certo rimarranno nella testa dei tanti ricercatori, in possesso talvolta di curriculum altrettanto meritevoli, che in Italia non trovano posti da ordinari, e più spesso nemmeno un posto fisso.