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È Maria Chiara Carrozza, ex-rettore della Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa, il nuovo ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’esponente del neonato governo guidato da Enrico Letta prenderà il posto di Francesco Profumo, anch’egli ex-rettore, a Viale Trastevere.

Il nuovo ministro dell’Istruzione, quindi, come il suo predecessore, conosce bene e da vicino il mondo dell’università e della ricerca. Laureatasi in Fisica nel 1990 presso l’Università di Pisa, Maria Chiara Carrozza ha poi ottenuto nel 1994 il titolo di dottore di ricerca in Ingegneria presso la Scuola Superiore Sant’Anna, dove dal Novembre del 2006 insegna Bioingegneria Industriale presso l’Istituto di Biorobotica. Dal 2007 è stata anche rettore della scuola, fino allo scorso 25 Febbraio, quando è stata eletta nelle liste del PD alla Camera dei deputati.

Molto impegnata nel campo della ricerca, il neo-ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza si occupa principalmente di progettazione di mani artificiali, robotica umanoide, neuro-robotica, biomeccatronica e bioingegneria della riabilitazione. È membro della IEEE Society of Engineering in Medicine and Biology e della IEEE Society of Robotics and Automation e ha preso parte – sia come coordinatore che come partner – a numerosi progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea e da enti e aziende pubbliche e private, tanto in Italia quanto in Giappone e negli USA.

Il nuovo ministro dell’Istruzione è stato visiting professor presso l’Università di Vienna e ha tenuto seminari presso le più prestigiose istituzioni mondiali quali il MIT di Boston, il Collège de France e l’Ecole Normale Supérieure di Parigi, la Waseda University di Tokyo, la University of Pennsylvania, il Korean Institute of Technology e l’Agenzia Spaziale Europea.

Maria Chiara Carrozza si troverà adesso a fronteggiare il difficile compito di trovare risorse per il sistema della scuola e dell’università, martoriato da anni di tagli. Prima della propria nomina a ministro dell’Istruzione, la professoressa ha espresso la necessità di ripensare la composizione della spesa pubblica nonostante la difficile situazione economica del Paese: “È necessaria un’inversione di tendenza, con un presupposto fondamentale: pur tenendo presenti gli attuali vincoli di bilancio, l’università ha già pagato pesanti costi di aggiustamento, e bisogna pensare a una graduale convergenza dei finanziamenti verso la media UE”.

La sfida per il ministro Carrozza è ridare ossigeno a scuole e atenei, sempre più in affanno e lontane dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea, ma bisognerà fare i conti con le decisioni che saranno prese dal suo collega Saccomanni, appena nominato ministro dell’Economia.