Earth boy - Africa

L’Università di Camerino e quella di Urbino hanno firmato un accordo interuniversitario con l’ateneo di Dshang, nel Camerun, per formare giovani farmacisti e lottare così contro le più gravi patologie che affliggono questo paese africano. Perlopiù “si tratta di malattie – spiega Orazio Cantoni, preside della facoltà di Farmacia dell’Università di Urbino – che si combattono con dei preparati farmaceutici di una volta, che le nostre farmacie non fanno più perché non servono, ma possiamo insegnarle”.

L’intento di questo accordo universitario è aiutare i camerunesi a mettere in piedi delle vere e proprie aziende farmaceutiche, in grado di poter salvare vite umane. Tra le malattie più diffuse in Camerun, si ricordi l’Aids, prima causa di morte in questo paese, la malaria, la febbre gialla, la febbre di Lassa, oltre che la cecità fluviale, causata da una mosca che vive nelle zone in cui si trovano i fiumi. “Ci sono molte emergenze, molte parassitosi. Vorremmo perciò – dice Cantoni – organizzare delle spedizioni sul campo”.

Più precisamente, in base a questo accordo universitario, già a partire dal prossimo anno accademico saranno selezionati venti laureati del corso in Professioni sanitarie dell’ateneo camerunese. Affinché possano adeguarsi alla preparazione italiana, durante il primo anno i ragazzi studieranno Farmacia in lingua inglese presso l’Università di Dshang, imparando nel frattempo l’italiano. Poi concluderanno gli studi, incluso il tirocinio, in Italia. Dieci si recheranno a Urbino, mentre i restanti a Camerino.

Una volta conseguita la laurea in Farmacia, i giovani camerunesi ritorneranno a Dshang, dove potranno impartire lezioni in una facoltà creata ad hoc, aiutati in una prima fase dagli stessi professori italiani e poi lasciati soli. In questa maniera i giovani saranno adeguatamente formati, per poi diventare promotori delle cure mediche in Camerun. Nel fare ciò, si proverà ad adattare le pratiche della medicina moderna ai rimedi naturali tipici del luogo. Si prevedono pure ricerche e iniziative in ambito sanitario.

“Per l’Università di Urbino – dichiara il rettore, Stafano Pivato – è un nuovo e prestigioso passo verso l’internazionalizzazione dell’ateneo e l’integrazione con le altre università marchigiane”. Questo progetto formativo, cui sta collaborando anche l’Università di Camerino, potrebbe rappresentare un’importantissima opportunità per “un paese che punta su innovazione e ricerca per il suo futuro sviluppo”.