stagisti 9 aprile

Una iniziativa nata dal basso da un gruppo di 14 giovani, tra cui anche il direttore della Repubblica degli stagisti Eleonora Voltolina, per mettere su, insieme alle numerosissime adesioni di università, studenti associazioni, sindacati la manifestazione “Il nostro tempo è adesso – la vita non aspetta”.

L’invito a scendere in piazza oggi è rivolto, come riporta il manifesto dell’iniziativa, “a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova”, ma più in generale alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, “a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la pagano ai loro figli”.

Riprendere in mano il futuro, questo il sentimento e l’obiettivo alla base di una dimostrazione che sta facendo quanto più rumore possibile, per fermare per un giorno le chiacchiere spesso assordanti della classe politica. Tra le comunità e i gruppi che presenti oggi una tra le categorie più motivate è proprio l’esercito degli stagisti, che il famoso blog, oggi una testata a tutti gli effetti, diretta da Voltolina, mira a tutelare ma soprattutto a cui vuole dare voce.

Non retribuiti, a volte senza ricevere la giusta formazione o mandati a casa, e solo raramente valorizzati come risorsa all’interno di aziende di ogni dimensione, gli stagisti rappresentano una categoria non affatto trascurabile, che necessita una attenzione legislativa urgente, in considerazione della piega troppo spesso improduttiva e autoreferenziale che ha preso la pratica del tirocinio e della formazione “pre-lavoro”.

È stato presentato nei giorni scorsi alla sala stampa della Camera dei deputati un disegno di legge che mira a riordinare la materia dei tirocini formativi e dei praticantati. Per costruire la proposta sono stati coinvolti diversi interlocutori, dai sindacati alle associazioni universitarie e dei giovani professionisti, fino alla Repubblica degli Stagisti chiamata a suggerire il modo per contrastare i più frequenti abusi degli stage.

La proposta prevede che le aziende o gli enti che accolgono stagisti eroghino almeno 400 euro al mese di rimborso, cosa che avviene anche in altri paesi come in Francia, e che stage e praticantati gratuiti non debbano essere utilizzati, una conquista importante però ancora lontana. Gli studenti e il loro ingresso nel mondo del lavoro, come gridano negli slogan in piazza, non possono più attendere.