donne nella ricerca scientifica dati l'oreal

donne nella ricerca scientifica dati l'oreal

Tra le lauree italiane, ben il 60% è “rosa“. Tuttavia lo stesso non può dirsi per i dottorati di ricerca, i quali risentono ancora in maniera preponderante di una presenza maschile.

Considerando nel suo insieme il settore tecnico scientifico e la docenza nelle università, solo 1 ogni 10 professori è una donna, e le ricercatrici si attestano intorno a un 33%.

Questi sono i dati diffusi da L’Oreal a Milano in occasione della premiazione “L’oreal Italia per le donne e la scienza”.

La competizione di L’Oreal in collaborazione con la Commissione Nazionale per l’Unesco punta alla valorizzazione dei “cervelli femminili” nel mondo della ricerca scientifica, e lo scorso 24 maggio ha premiato a Milano cinque giovani scienziate tra i 26 e i 35 anni con borse di studio di quindicimila euro per permettere loro di seguire con un po’ più di serenità la propria attività di ricerca.

“Negli Stati Uniti – ricorda Giorgina Gallo, presidente e amministratore di L’Ore’al Italia – secondo uno studio del Center for american progress, le ricercatrici in possesso di un PhD che sono sposate con almeno un figlio hanno il 35% in meno di possibilita’ di ottenere un incarico fisso rispetto ai colleghi maschi”.

A rincarare la dose, a favore di una maggiore sensibilizzazione della “questione femminile” negli ambiti scientifici, è Umberto Veronesi che a margine dell’evento ha parlato secondo la propria esperienza di ricercatore e direttore dello IEO in cui sostiene: “Ho tante ricercatrici con me e sono piu’ brave dei maschi, in genere sono piu’ attaccate al lavoro e piu’ votate alla causa della ricerca e della scienza”.

Tuttavia lo stesso oncologo riconosce, in conclusione, il nodo centrale del problema, ovvero la disparità di chance che vengono date alle donne rispetto agli uomini al momento della scalata in carriera, faticando quindi ad assumere gradi dirigenziali.