Luciano Ligabue

A Reggio Emilia Luciano Ligabue ha partecipato a un convegno nell’aula magna dell’ateneo occupato, ma alla fine dell’incontro a sorpresa è salito sul tetto per salutare gli studenti e complimentarsi perché “i ragazzi stanno prendendo in mano la responsabilità della propria vita”. Il cantante ha espresso preoccupazione per un Paese in cui non ci sono risposte della politica né risorse che garantiscano un futuro ai cittadini.

Anche a Roma continuano le “scalate” di solidarietà al tetto della facoltà di Architettura di Fontanella Borghese, il più visitato da personalità dello spettacolo e della politica dei 19 tetti universitari occupati. Ieri hanno portato il loro messaggio di vicinanza l’attore e regista teatrale Ulderico Pesce, il compositore Nicola Piovani, il direttore dell’Unità Concita De Gregorio, il drammaturgo Renato Nicolini e il regista Ettore Scola.

Piovani ha sottolineato come cultura, università e istruzione siano un unicum indivisibile da tutelare nella sua totalità, lamentando la “scarsissima considerazione” che nel nostro Paese si ha nei confronti dell’istruzione e della ricerca di base. In cima all’ateneo romano, dove è stata esposta una targa che inaugura simbolicamente la piazza dell’università pubblica libera e aperta, è arrivata anche la telefonata di solidarietà di Roberto Benigni e Margherita Hack.

Anche Dario Fo ha fatto giungere il suo messaggio di condivisione e appoggio alla mobilitazione di studenti e precari. Il premio Nobel per la letteratura ha inviato una lettera di solidarietà nella quale punta il dito contro la fuga dei cervelli e le pessime condizioni in cui versano insegnanti e ricercatori. “Questo non è un Paese né per giovani né per vecchi – ha concluso Fo -: è un Paese di anime morte“.

La protesta del mondo universitario è diventata anche uno degli elenchi declamati nell’ultima puntata della trasmissione “Vieni Via con me” condotta da Fabio Fazio con Roberto Saviano. Francesca Coin ha letto “l’elenco dei pensieri di una ricercatrice sul tetto dell’università di Roma”. “Almeno da qua su si può vedere l’orizzonte – ha esordito – Dicono che i concorsi sono truccati: per capire se è vero mi piacerebbe poterne fare almeno uno”