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Un secondo libretto universitario che riporti il nuovo nome dello studente nel caso questi abbia deciso di cambiare sesso: è la proposta fatta all’Università di Padova dalla neonata Antéros, associazione a sostegno della comunità LGBTI (lesbica, gay, bisessuale, transgender e intersessuale), e supportata anche da Marco Zabai, rappresentante degli studenti in Senato accademico. I membri dell’associazione hanno scritto al rettore, Giuseppe Zaccaria, chiedendo che sia concesso un nuovo libretto a quanti hanno deciso di sottoporsi alle cure ormonali per cambiare sesso.

Questo, infatti, è un percorso che può durare anche diversi mesi, cui ne seguono altri per avere una risposta da parte del tribunale e dell’ufficio anagrafe che devono rendere effettivo il cambio di generalità. Con le attuali regole, durante questo periodo gli studenti “trans” sono costretti a vivere situazioni spiacevoli, non avendo la possibilità di avere documenti che riflettano il loro nuovo aspetto.

Per eliminare il problema Antéros propone la sostituzione in segreteria del primo libretto dello studente con uno temporaneo sul quale registrare la nuova identità nel periodo di transizione sessuale, anticipando i tempi medici e burocratici. In pratica verrebbe data ai transgender iscritti all’Università di Padova la possibilità di adeguare il proprio nome anagrafico al nuovo aspetto esteriore. Non si tratta di una novità nel mondo accademico italiano. L’Università e il Politecnico di Torino e l’Alma Mater di Bologna hanno già messo in pratica questa soluzione che è attualmente in discussione anche a Roma e Milano.

“Questi atenei permettono agli studenti transgender di richiedere il cambiamento del proprio nome nel libretto e nei documenti universitari” si legge nella lettera che Antéros ha inviato al rettore. “In questo modo – prosegue la lettera – possono frequentare i corsi, rispondere agli appelli e sostenere gli esami senza che la loro privacy venga costantemente violata, e senza sottoporsi a situazioni imbarazzanti e umilianti, che attualmente costringono una buona parte di questi studenti ad abbandonare l’università”.

“In un Paese che non riesce ad approvare una legge contro l’omofobia, ci sembra fondamentale dare strumenti concreti di lotta alla discriminazione” sostiene il rappresentante degli studenti, Marco Zabai, che presto potrebbe presentare in Senato accademico un proposta formale. “Se adottato – spiega Zabai – il doppio libretto per gli studenti in cambio di genere renderà l’Università di Padova un esempio per tutte le istituzioni italiane in materia di diritti”.