Universita' Libia

Il sistema di istruzione superiore libico riaprirà i battenti il prossimo mese: l’ha comunicato il Consiglio nazionale di transizione che governa il Paese mentre i ribelli continuano ad avanzare. Ma gli atenei, dove docenti e studenti iniziazo a immaginare l’esperienza accademica dopo Gheddafi – rimangono incerti su quando effettivamente potranno riaprire le porte agli studenti.

“Ci piacerebbe ripartire subito, ma non so quando in realtà questo potrebbe accadere”, ha detto un manager dell’Al Shati Language and Training Centre di Tripoli. Il centro è stato oggetto di saccheggi durante i primi giorni della ribellione. Ora, nonostante la “caduta” di Gheddafi, le attrezzature perse non sono ancora state sostituite.

La maggior parte delle università hanno comunicato che è troppo presto per dire se saranno in grado di riprendere le lezioni del semestre autunnale nei tempi previsti. Se riaprissero, i docenti avrebbero poco tempo per rielaborare i piani di studio, molti dei quali si riferivano alla dottrina politica di Gheddafi. Secondo Abdulsalam El-Qallali, ambasciatore permanente della Libia presso l’Unesco, i programmi in tutto il Paese dovranno essere pesantemente rivisti. Materie obbligatorie, come appunto la dottrina politica di Gheddafi, dovranno essere eliminate.

Finora sono state rilasciate soltanto linee guida generali su come cambierà il curriculum post-Gheddafi e il compito di provvedere allo sviluppo dettagliato dei corsi è stato affidato al personale universitario. Ma El-Qallali insiste che il sistema universitario dovrebbe modificare la propria struttura e tecnologia dell’informazione per avere la speranza di soddisfare criteri internazionali.

I funzionari delle università stanno lavorando per risolvere i problemi di gestione e finanziari per ripartire dopo l’insediamento del nuovo governo. Al di là delle battute d’arresto causate da danni strutturali e saccheggiatori, alcune università sono rimaste aperte durante il conflitto, ma molti studenti abbandonato gli studi per unirsi ai combattimenti. “Troppi studenti non hanno seguito le lezioni di questa primavera. Ciò significa che quando si inizierà, l’intera nazione sarà costretta a ripetere l’ultimo semestre“, ha concluso El-Qallali.