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“Non è possibile accettare il paradosso di una disoccupazione giovanile che si aggira intorno al 29% e la mancanza di 13 mila figure tecniche richieste dalle imprese come rilevato dai dati Excelsior di Unioncamere”, queste solo alcune delle dichiarazioni pubblicate oggi dal ministro Mariastella Gelmini sul Messaggero centrate sulle iniziative e i provvedimenti avviati dal governo contro la precarietà.

Un annuncio che suona, se non come una risposta, come un eco distorto delle grandi manifestazioni svolte sabato 9 aprile in tutta Italia, seguendo l’iniziativa “il nostro tempo adesso”, contro la disoccupazione, i tagli all’università, la precarietà ma anche i diritti dei giovani nel settore dei tirocini.

Parlando di scelte politiche irresponsabili nel settore della scuola che hanno condotto a una lievitazione smisurata il numero di insegnanti abilitati rispetto ai posti vacanti disponibili, il Ministro ha puntato il suo intervento sui provvedimenti presi a favore di un incontro più realistico tra domanda e offerta di lavoro.

L’asimmetria tra i percorsi formativi e il fabbisogno delle imprese citato dal rapporto di Unioncamere, ha richiesto dunque una razionalizzazione della didattica realizzata secondo il Ministro attraverso la riforma dell’istruzione tecnica e professionale ma soprattutto attraverso la riforma dell’Università.

Il ministro Gelmini è inoltre intervenuta nel fine settimana appena trascorso al dibattito “L’università possibile”, organizzato dalla Fondazione per la sussidiarietà, parlando della necessità di un modello di governance degli atenei a metà strada tra un modello francese “centralista” e il modello anglosassone “competitivo”, dove “l’autonomia degli atenei sia correlata con la logica della responsabilità nelle scelte e nelle risorse”.