Ricercatori L'Aquila lettera aperta Napolitano

Ricercatori L'Aquila lettera aperta Napolitano

Fare in modo che la ricerca sia messa nelle condizioni di “andare avanti”. È questa la richiesta principale che il Comitato dei dottorandi dell’Università degli Studi dell’Aquila (148 coloro che hanno firmato) e l’Adi, l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, hanno rivolto ai massimi esponenti delle Istituzioni statali in una lettera aperta.

La missiva è indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, e a quello dell’Istruzione, Università e ricerca Mariastella Gelmini.

I giovani ricercatori chiedono, nella lettera aperta “un impegno concreto per garantire ai dottorandi e ai giovani ricercatori le condizioni minime che consentano loro di continuare a fare ricerca per Università de L’Aquila“.

Il disastroso sisma del 6 aprile scorso infatti, per i ricercatori “rischia di mettere seriamente a repentaglio l’Università e il ruolo che ha svolto per lo sviluppo del suo territorio”.

Molti di loro infatti si trovano oggettivamente impossibilitati a proseguire le proprie ricerche, dato che “i laboratori e gli edifici sono ancora inagibili e le risorse al lumicino”.

Alcuni dei firmatari inoltre non hanno la possibilità di rientrare a L’Aquila perché il centro che ospitava gli studenti fuori sede è stato duramente colpito dal terremoto.

Nella missiva si chiede, dunque, di “affrontare e risolvere alcune delle questioni più urgenti: alloggi sicuri a
partire da settembre, fondi e borse di studio per finanziare e sostenere le esperienze di studio e di ricerca all’estero”.

Sono richiesti inoltre “”gemellaggi con altre università e istituti di ricerca in Italia e borse di studio per i dottorandi non borsisti che saranno costretti temporaneamente a trasferirsi, nonchè per quelli che rimarranno a L’Aquila”.