
lauree richieste classifica censis 2010
Le lauree più richieste dal mercato del lavoro? Ingegneria ed economia. A quanto pare il luogo comune secondo cui ingegneri ed economi trovano più facilmente un impiego non viene smentito dai fatti.
A confermarlo è l’indagine di Censis e Repubblica che nella grande guida all’università 2010 e dedicata alla classifica dei migliori atenei, inseriscono anche una graduatoria dei laureati più ricercati dalle aziende.
Al primo posto ci sono le lauree in Ingegneria, in particolare quelle ad indirizzo elettronico e dell’informazione. A seguire Ingegneria industriale, civile e ambientale. Lo stipendio medio per i laureati in queste discipline è intorno ai 1281 euro.
Secondo posto spetta invece ai laureati in Economia che nella maggior parte dei casi (60 per cento) vengono assunti a tempo indeterminato con stipendio medio di 1248 euro. Le lauree nell’area sanitaria si piazzano invece al terzo posto, ma lo stipendio medio dei laureati in queste discipline è più alto (1571 euro).
A seguire: lauree in Chimica e Farmacia, lauree in Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, lauree in Linguistica e Traduzione, lauree dell’area politica e sociale, lauree in Giurisprudenza, lauree umanistiche (Lettere, Filosofia, Storia, Arti, ecc.).
L’analisi di Censis-Repubblica, che tra le fonti annovera anche l’indagine del Gidp sui laureati e il mondo del lavoro, conferma comunque che la laurea ha ancora un appeal per il mercato dell’occupazione. La percentuale di occupati è infatti maggiore tra i laureati che tra i diplomati – 91 per cento contro 83 per cento – un dato non schiacciante, ma che quantomeno smorza gli allarmismi in merito al fatto che a lavoro la laurea vale meno del diploma.

Commenti
ada
Commento del 20 agosto 2010
E per 1281 euro vale la pena andare all’ università? non ci riprendi nemmeno i soldi che devi spendere per arrivare a laurearti, oltre la fatica.
Vado a lavare i tavolini al bar per questa cifra. Mi risparmio soldi, fatica,rischio (non è detto che si arriva alla laurea)almeno non perdi il sorriso a furia di stare sui libri(che nessuna cifra patrà ripagarti) ed investi meglio il tuo tempo e le tue energie.
MR
Commento del 26 agosto 2010
O, ancora piu’ semplice, dopo aver speso soldi, fatica e aver corso i rischi e aver sudato tutto sui libri, piuttosto che restare qui e prendere uno stipendio da fame, con una laurea decente prendi e vai all’estero dove almeno sei riconosciuto. Poi parlano di fuga dei cervelli, direi che i motivi sono tutti qui.
benedetto
Commento del 27 agosto 2010
Il fatto che gli stipendi siano bassi non significa affatto aver perso tempo sui libri: si studia per passione innanzitutto; i soldi sono necessari ed è legittimo rivendicare adeguate ricompense alla propria fatica intellettuale e professionale, ma la gratificazione che ti dà la consapevolezza di aver raggiunto atraverso lo studio livelli di conoscenza che prima ti sembravano lontani o che neanche potevi prevedere sarà sempre nettamente superiore anche allo stipendio più appetitoso. Se non si studia per amore e per libera scelta, si facciano lavori diversi: ogni lavoro è nobile, purchè lo si faccia con passione. E’ questa la vera ricompensa, che nessuno potrà sottrarre o diminuire.
Fasa3
Commento del 28 agosto 2010
Io mi sono iscritta quest’anno alla facoltà di Economia a Pisa nonostante abbia una grande passione per la Psicologia. So che le due discipline sono del tutto opposte ma sentendo vari pareri ho scelto di fare una facoltà che si, mi piace, ma che soprattutto mi dia un lavoro. Ora io mi chiedo, se in questi anni c’è tutta questa richiesta di Economi non è ch tra 3-5 anni ce ne siano addirittura troppi come successe appunto per le facltà umanistiche, ormai tutte intasate?
antonio
Commento del 01 settembre 2010
Cara Ada,
dipende anche dalle aspirazioni che ognuno ha. Nella mia società, parti con uno stipendio di 1200 euro, ma dopo 5 anni puoi arrivare a guadagnarne 3000, netti ovviamente.
Quindi la laurea è un investimento se si vuole fare carriera…alrtimenti è una perdita di tempo e soldi
Andry91
Commento del 04 settembre 2010
Concordo con antonio e benedetto. La passione per lo studio è FONDAMENTALE prima di tutto per noi stessi. Logicamente non si vive di sola passione e riconosco che anche il denaro ha un’alta importanza nella vita di noi tutti. A questo punto si attiva la determinazione che riesce a fare ciò che ha detto antonio. Tutto sta nel capire se abbiamo o no la passione.
ornellA
Commento del 09 settembre 2010
CIAO SONO oRNELLA H0 38 ANNI E SONO GIà LAUREATA IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE (EDUCATORE EXTRASCOLASTICO)DA QUALKE ANNO. VIVO AL SUD,SONO SPOSATA E DI LAVORO NON SE NE PARLA. AVREI INTENZIONE DI ISCRIVERMI DI NUOVO ALL’UNIVERSITA’…MAGARI SCIENZE POLITICHE O ECONOMIA. MA VISTA L’ETA’ HO PAURA CHE DAL PUNTO DI VISTA LAVORATIVO NON SERVIREBBE A NULLA. MI PIACE TANTO STUDIARE MA ANCHE LAVORARE..MI SAPETE DARE UN CONSIGLIO?
@ ornella
Commento del 13 settembre 2010
secondo me se hai questo desiderio dovresti iscriverti…tanto se il lavoro come dici non si trova e hai la possibilità cmq prendendo un’altra laurea ci guadagni però a questo punto ti consiglierei più economia che scienze politiche se proprio decidessi di ricominciare un nuovo percorso!
Credi in quello che fai e tutto si aggiusta!!!
ornellA
Commento del 16 settembre 2010
Grazie, per il tuo consiglio, penso che lo seguirò….hai ragione: devo, assolutamente essere più sicura di me!!!!(credere in quello che faccio!!!)
ciao!!!!
Ema
Commento del 16 settembre 2010
Non è detto che si arriva alla laurea ma è probabile che si impari qualcosa…
Davide
Commento del 18 settembre 2010
Fasa, buona fortuna, non è così che si sceglie un corso di studi!
anonima
Commento del 21 settembre 2010
@Antonio
Anche diventare attrici, cantanti, calciatori, piloti, sportivi è un investimento, perdonami, più redditizio di 3000 euro al mese pulite con il punto interrogativo.
Ma dove si guadagnano dopo 5 anni 3000 euro in Italia? e soprattutto quante persone? con quali meriti?
Io se non mi pagano, invece di andare all’ Università, preferisco fare altro. Il mio cervello è prezioso, non posso prestarlo all’ Università.
Di studiare studio lo stesso, ma quello che dico io.La mia cultura cresce lo stesso solo che non studio le cose che mi obbligano a studiare i professori, ma quello che mi serve per vivere il mondo di oggi, cose pratiche.Dimenticavo la prima cosa che dovrebbero fare è permettere agli studenti di studiare le materie che vogliono loro,e non imporre le materie da studiare come fanno ora nelle Università, ti impongono loro di studiare le loro materie e magari a te non interessano né quelle materie, né quei professori e magari non interessano nemmeno a chi deve darti un lavoro.Forse una Università che ti permette di studiare mentre lavori, però solo di 3 anni, che fai tu secondo le tue disponibilità di tempo ma sempre scegliendo le materie da studiare non sarebbe male.
Ma basta lì, non dottorati, master, contro master seconda laurea, insomma ormai sembra che vogliono che studi tutta la vita e poi un lavoro? no, niente, non c’è lavoro. allora scusate io capisco che si studia per dare lavoro ad altri, non per creare un lavoro per sè.
Valerio
Commento del 04 ottobre 2010
ciao a tt..sono un laureATo in ling e lett straniere..triennale..sono intenzionato ad iscrivermi ad una speciAlistica ..quale mi consigliate? sn abb poliedrico quindi mi interesserebbe un cdl che mi permetta di avere piu chance di trovare un buon lavoro..grazie a tt.. in bokka al lupo raga..
in risposta a Valerio
Commento del 05 ottobre 2010
Caro Valerio io sono solo diplomato in elettronica dal 1974, pubblico dipendente quasi subito dopo. Mi chiedo perchè usi la tastiera del computer come se fosse un cellulare.
Ornella invece scrive in maiuscolo, non sapendo che sul web corrisponde a urlare.
Cari ragazzi non vorrei essere nei vostri panni. Proprio oggi sul giornale ho letto che un giovane di 38 anni, laureato in economia, si è ucciso gettandosi dal treno perchè era stato licenziato da un call center.
Vi auguro di tutto il cuore IN BOCCA AL LUPO !!!!
Matt
Commento del 08 ottobre 2010
@ Anonima
Cara mia, se uno va in un’università è perché ha interessi a studiare le materie che i professori “obbligano”.
Così, nessuno ti obbliga nulla, perchè ti sei scelto da solo cosa studiare. Quindi il problema non esiste.
Sembra che parli di superiori e licei, dove in effetti è spesso così, e da quello che scrivi sembra che la tua esperienza si sia fermata lì. Se non conosci l’ambiente universitario, evita di dare giudizi. Se invece hai provato l’Università, evidentemente non hai fatto una scelta che ti piaceva (e allora sfido io..).
Tu parli di cose pratiche, ma sinceramente, TUTTO quello che si fa in un corso viene poi messo in pratica in campo lavorativo.
Sembra come la volpe con l’uva.
Per fare una commessa o un cameriere, imparano tutti in due settimane.
Ma nessuno può diventare chirurgo così su due piedi.
Mi spiace, ma quel che hai detto, da cima a fondo, non ha fondamenta.
giulia
Commento del 13 ottobre 2010
@ada: perchè, lavorare i tavolini al bar ti fa sorridere?
sofia
Commento del 03 novembre 2010
1.200 euro in partenza e poi 3.000 dopo 5 anni? Certo,in un mondo parallelo…Dopo una laurea a pieni voti in Scienze della Comunicazione e dopo vari stage non retribuiti lavoro da quasi 5 anni nel mio settore, quello per cui ho studiato, con orari che spesso superano le 10 ore giornaliere, week end, trasferte, tensioni, responsabilità ecc. All’inizio guadagnavo 1.000 netti, oggi dopo 4 anni 1.300 netti…ma quali 3.000? Mio fratello, iscritto all’università, ha deciso che da grande continuerà a fare il cameriere. Ha uno stipendio quasi pari al mio, lavora la metà e ha molte (ma molte) meno magagne…
par
Commento del 11 novembre 2010
Estero ragazzi miei……..estero.
Date un’occhiata alla differenza (abissale) degli stipendi per esempio tra Inghilterra – Italia (per laureati) e ci farete qualche pensierino.
Mi sto laureando in Informatica, posso dire avendo dato un’occhiata superficiale alle risposte date in questa pagina che studiare è prima di tutto motivazione, passione, voglia di imparare, voglia di conoscere.
Chi si iscrive all’università partendo già con l’ottica del denaro che gli farà guadagnare la laurea, credetemi, non finirà mai i suoi studi.
Io mi applico, studio matematica, faccio progetti con il sorriso perchè amo studiare e mi da tante soddisfazioni.
Siate ambiziosi allargate il vostro pensiero!
lex
Commento del 27 novembre 2010
ma nn e’ solo quello di andare all’estero ti sei messo a pensare che ancge cambia il livello di vita??? se vai a guadagnare all’estero per vivere in Italia va benissimo ma si guadadni per vivere all?estero credimi vedrai che farai fatica
Ho un amico in svizzera e mia ha detto chge gli stipendi sono piu alti ma anche la vita e’ piu alta le cose costano di piu
Selena
Commento del 28 novembre 2010
vorrei rispondere a tutti coloro che sono a sfavore della laurea e che considerano gli anni spesi all’universtà una perdita di tempo per conseguire carta straccia. innanzi tutto l’aurearsi vuol dire avere le palle di tentare e non solo, ma soprattutto vuol dire voler riscattare i propri sacrifici e la propria vita. senza sminuire tutti i lavori che non richiedono una laurea, da neo-laureata in diritto internazionale mi sento nettamente superiore, a livello personale, di chi a rinunciato accreditandone la colpa al mondo del lavoro. chi vale lo sbocco lavorativo lo trova, ma bisogna avere anche il coraggio di provare, di rischiare, di lasciare l’ala protettiva della mamma della casa e casomai del proprio paese. perchè il lavoro c’è, per chi lo merita davvero e anche ad alti livelli, basta saper guardare al di là del proprio naso, magari anche all’estero.
Daniele
Commento del 16 gennaio 2011
Ciao tutti
Ho letto i vostri commenti e sono in parte daccordo sul fatto che la scelta della laurea debba essere fatta anche in funzione delle opportunità lavorative che purtroppo in Italia da parecchi anni sono limitate per i giovani e molto settoriali. Ma è necessario anche assecondare, senza remore e dubbi preconcetti, le proprie passioni e sogni. Iscriversi a una facoltà di Ingegneria, di Economia, Medicina o Giurisprudenza, solo perchè sono ai primi posti, dicono le statistiche,nella classifica delle lauree con più opportunità lavorative, senza avere un minimo di interesse o predisposizione, potrebbe rivelarsi deleterio per il futuro lavorativo. Se avete delle passioni seguitele, meglio essere dei “fenomeni” in campo letterario, artistico o altro che uno dei tanti con una laurea, forse, tra quelle sopra citate. Io non sono laureato, ho frequentato due anni Economia e Commercio a Torino e uno a Roma durante il militare, poi per un lutto in famiglia, ho dovuto abbandonare gli studi per aiutare mio padre in attività commerciale. Ho però sempre coltivato interessi vari, tra cui quello per l’ambiente e le energie rinnovabili. Mi sono informato, ho letto libri, o partecipato a seminari. Dopo che mio padre ha raggiunto l’età della pensione, ho ceduto attività e mi sono letteralmente “buttato” con passione nella ricerca di un’occasione lavorativa nel settore ambientale. Con caparbietà mi sono messo in gioco all’età di “42 anni “” anche sottoponendomi a periodi di stage sottopagati. Perchè ero sicuro che la mia passione avrebbe avuto…successo !! Ora dopo appunto un periodo di sei mesi di stage, lavoro con soddisfazione in una azienda servizi ambiente che ha una centrale di teleriscaldamento a biomassa legnosa. Sono entrato con il primo livello, ero uno dei tanti, ma con la voglia di apprendere di un bambino. Dopo due anni, sono responsabile della gestione consumi utenze e gestione approvvigionamento materiale energetico della nostra centrale, con qualifica di terzo livello destinata, lo so, a diventare di quarto e quinto. Non sono i livelli che mi interessa segnalarvi o il mio reddito, ma ciò che è importante, è che se una persona ha degli interessi, voglia di apprendere e imparare sempre, può raggiungere obiettivi importanti in ogni settore, anche senza laurea. Non deve però partire da quando può guadagnare subito, ma da quanto può imparare e vuole apprendere per poi ottenere dei risultati, sia essi lavorativi, sia essi economici. Nulla è dato per scontato, nulla è dato ottenuto subito, senza anche dare sul piano lavorativo e apprenditivo, ma ci vuole voglia di emergere, determinazione e impegno. Anche un ingegnere, guadagna poco all’inizio, ma se è bravo, se ha voglia di distinguersi, di imparare sempre, alla fine avrà successo, carriera, e un buon stipendio !!
Valentina
Commento del 04 agosto 2011
Per Selena.
Cara neo-laureata in diritto internazionale, sono felice del tuo entusiasmo, però credo che, prima di sentirti nettamente superiore per esserti “L’aureata” (?!?) , tu debba imparare a scrivere. =) Credo tu abbia dimentato qualche H sotto ” l’ala protettiva della mamma” oppure eri talmente occupata a guardare al di là del tuo naso che ti è sfuggita!?
Comunque, scherzi a parte, la laurea penso sia una soddisfazione personale indipendente dal lavoro, anche se purtroppo non sempre viene ripagata nel giusto modo. Dato l’alto tasso di disoccupazione le prospettive sono pessime. Non ci si può certo accontentare di una semplice soddisfazione personale, ma di un concreto riultato in termini lavorativi, che a volte nonostante gli sforzi non viene raggiunto. Purtroppo è molto più comune raggiungere livelli alti di stipendio e carriera con le raccomandazioni, piuttosto che grazie alla meritocrazia o agli sforzi. Questa è l’Italia!!
andrrea
Commento del 02 settembre 2011
mi chiamo andrea e mi sono laureato in scienze del turismo proprio quest’anno. Ho conseguito la laurea conciliando gli studi con il lavoro di commesso che ho tutt’ora. Ho voluto premiare le materie di studio di mio interesse e devo dire di aver fatto l’errore più grande della mia vita. dite che si studia per passione ma non si vive solo con essa!
Ho voluto fare l’università per cercare di migliorare la mia situazione lavorativa ma ora mi ritrovo con un pezzo di carta in mano che non è buono neanche da fumare! inutile continuare con master e specializzazioni tanto non otterrei nulla e continuerei a spendere soldi per niente. Forte del mio contratto indeterminato credo proprio che mi rassegnerò a quello che ho. un consiglio: se volete fare l’università fate ingegneria ed economia come dice l’articolo (fate direttamente 5 anni) e lasciate perdere il resto delle facoltà che sono inutili per trovare lavoro!
Lisa
Commento del 29 ottobre 2011
Ciao a tutti,
ho letto tutti i post precedenti. Credo nello studio, nella passione e nell’amore per i libri, ma credo anche che l’università vada scelta pensando alle opportunità lavorative future.
Mi sono laureata in Scienze Politiche e ho capito ben presto che è necessario accompagnare gli studi con degli stage e delle esperienze sul campo. Dopo la laurea ho continuato a cercare un lavoro, non avendolo trovato sono partita fuori Italia, dove mi trovo ancora oggi. La situazione non è semplice proprio per il mio tipo di laurea. In più per la mancanza di un inglese fluente.
Ora sono alle prese con l’inglese e con l’idea di iscrivermi nuovamente all’università (corso di laurea a distanza per ovvi motivi lavorativi) in un corso di economia.
L’estero, l’estero…mah…
Saluti a tutti -
Luca
Commento del 02 dicembre 2011
@Selena quello che dici è tanto giusto ma solo per come hai scritto la parola “l’aureata” onestamente io non so chi te l’abbia data sta laurea..in ogni caso io sono iscritto al primo anno di Economia e studio per me stesso ovvero per capire ciò che mi circonda,nel mio caso perchè l’economia si è fermata in Italia. Lo stipendio però è fondamentale, non è possibile sapere di perdere almeno 5 anni della propria vita e pensare che non si potrebbe avere in futuro uno stipendio che sia almeno il doppio dei diplomati. Impazzisci…
Luka
Commento del 15 aprile 2012
I criteri di scelta secondo me sono i 4 seguenti: 1. Sei di famiglia decisamente benestante? Scegli ció che ti piace anche se non ha numerosi sbocchi sul mercato.2 sei mediamente povero?scegli economia e commercio e non avrai alcun problema a trovare lavoro, anche se avrai a che fare con scimmie da scrivania e ambienti acidi per il resto della tua esistenza e se non hai le palle finirai in psichiatria. 3.vuoi fare ció che ami anche se sei povero? Dovrai soffrire parecchio e correrai il rischio di restare insoddisfatto e angosciato per molto tempo. 4.vuoi evitare lA laurea? Se hai un diploma in ragioneria non avrai alcun problema sul mercato del lavoro