laurea lavoro

Mentre le università cercano di districarsi tra le maglie della riforma e le aziende italiane tirano la cinghia per resistere alla crisi, o al “dopo-crisi” di cui si sente parlare, gli studenti si trovano davanti a un futuro lavorativo caotico e tormentato da un’unica domanda. Quale percorso di laurea è più facilmente spendibile sul mercato del lavoro?

Una risposta già nota, che appare ormai scontata, è quella che esalta le discipline tecnico-scientifiche come l’Eden del primo impiego dopo la laurea, ma che si apre anche a nuove figure e professionalità stando alle stime delle signole università e del consorzio Almalaurea sulla base di costanti rilevazioni sui neolaureati.

In un Paese che gravità nella metà bassa della classifica europea quanto a occupazione giovanile sapere qual è il percorso di studi più proficuo dal punto di vista dell’inserimento lavorativo è importante. Energy manager, consulenti in materia finanziaria, ICT manager, responsabili dei processi di internazionalizzazione e Made in Italy sono le area disciplinari che stanno prendendo piede parallelamente alla ripresa economica, determinando una maggiore facilità di accesso al mondo del lavoro.

Secondo Almalaurea il 97% dei neolaureati magistrali in Medicina ha possibilità concrete di trovare una occupazione stabile a tre anni dalla laurea, seguiti dagli studenti qualificati in discipline economico-finanziarie (85%), architettura e ingegneria. I Politecnici di Milano e Torino continuano a rappresentare una credenziale efficace per i suoi studenti che vengono accolti più facilmente dalle aziende, così come i laureati di prestigiose scuole di business per quel che riguarda i corsi di internazionalizzazione del Made in Italy, che unisce competenze linguistiche ed economiche.

Tra le lauree premiate vi sono inoltre tutte quelle professioni legate all’energia rinnovabile, e al settore delle “green technology” in generale, in buona compagnia con l’area legale, che trova maggiori opportunità per quel che riguarda il diritto amministrativo, fallimentare e più di recente nelle risorse umane.