luigi furini

Il viaggio-inchiesta condotto dal giornalista Luigi Furini nel libro L’Italia in bolletta, racconta come la crisi economica e finanziaria sta incidendo su tutti gli ambiti della vita pubblica e privata.

E, per forza di cose, anche e sopratutto sull’università italiana. Luigi Furini ci spiega perché.

1) Come la crisi sta incidendo sull’università italiana?

La crisi economica ha inciso molto negativamente sull’università e sulla ricerca italiana, che sono già di per sé il fanalino di coda dell’Europa: in Italia si spende pochissimo per finanziare ricerca e istruzione.

2) Credi che la diminuzione delle iscrizioni di quest’anno accademico sia più emblematica della crisi
economica o della sfiducia degli italiani verso l’università?

Escludendo le famiglie più facoltose che scelgono di mandare i figli a studiare all’estero, la maggior parte delle famiglie italiane continua a considerare la laurea come un “prestigio sociale”: i genitori, anche in tempi di crisi, farebbero di tutto per mandare i figli all’università. Credo quindi che il calo delle iscrizioni sia dovuto ad una reale impossibilità da parte delle famiglie di far fronte al costo ancora troppo elevato degli studi universitari.

3) Quali sono i pro e i contro dei prestiti d’onore?

Al giorno d’oggi i prestiti d’onore non funzionano più. Un tempo il conseguimento della laurea garantiva un lavoro sicuro, e quindi la restituzione del capitale alla banca. Oggi non è più così, ed è per questo lo Stato dovrebbe intervenire per pagare almeno gli interessi passivi alle banche.

4) Che atteggiamento dovrebbero adottare gli studenti italiani nei confronti dell’istituzione universitaria?

Dovrebbero avere rispetto dell’istituzione universitaria e impegnarsi a fare del proprio meglio durante gli studi. Ma nel sistema universitario e lavorativo dovrebbe anche esservi maggiore meritocrazia. Il Paese continua invece a basarsi sulle raccomandazioni. Questo è estremamente negativo. Le raccomandazioni sono la piaga dell’Italia: se i giovani capiscono che non serve essere preparati, perdono completamente la voglia di studiare.

5) Qual è a tuo avviso il miglior modello di istruzione universitaria?

Ci sono molti buoni modelli di istruzione universitaria in Europa, che purtroppo non funzionerebbero se applicati in Italia. Il modello scandinavo ad esempio, funziona in Scandinavia, ma se lo applicassimo qui, lo Stato fallirebbe in due giorni. Dai controlli alle strutture, in Italia purtroppo è tutto da rifondare.