diplomati

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Università o lavoro? Molti studenti si domandano quale scelta fare dopo il diploma di scuola secondaria. Più della metà, comunque, sceglie ancora l’università. Stando ai dati appena resi pubblici dall’Istat, il 64 per cento dei diplomati nel 2004 entro i tre anni successivi ha intrapreso gli studi accademici.

La decisione di iscriversi all’università è dettata da diverse motivazioni, spiega l’Istat. Tra le più importanti la convinzione che il titolo di laurea possa garantire migliori opportunità di lavoro, e l’interesse per discipline specifiche. Convinzioni che non sempre, però, conducono al completamento degli studi universitari.

Gli abbandoni
Secondo l’indagine Istat dedicata ai percorsi di studio e lavoro dei diplomati nel 2004, infatti, il 14,6 per cento degli iscritti a corsi di laurea ha abbandonato gli studi entro il 2007. Tra questi le percentuali più alte si registrano tra i diplomati di istituti tecnici (12,3 per cento) e istituti professionali (9,5 per cento). I motivi principali dell’abbandono sono il lavoro e la sfiducia nella spendibilità del titolo di studio sul mercato. A questi, per i maschi si aggiunge la difficoltà del percorso di studi, per le femmine la cura di familiari e figli. Il 78,5 per cento degli abbandoni avviene a un anno dall’iscrizione.

Le differenze di genere
L’indagine Istat rileva che ad abbandonare gli studi sono più gli uomini (19,5 per cento) che le donne (11 per cento). Queste ultime, non solo tendono a proseguire gli studi in misura maggiore rispetto ai colleghi maschi (70 per cento contro il 57,8 per cento), ma concludono anche nei tempi previsti il primo livello di istruzione universitaria. Inoltre, se gli uomini si iscrivono soprattutto a ingegneria e scienze (rispettivamente 82 e 75 maschi ogni 100 iscritti), le donne sono più presenti in corsi dedicati al settore dell’insegnamento (93,2 per cento), linguistico (82,9 per cento), psicologico (75,5 per cento) e medico (71,0 per cento).

Le differenze di formazione
Dall’indagine emerge che il tipo di scuola secondaria frequentata influenza la scelta del corso di laurea. I diplomati di istituti professionali e tecnici tendono a privilegiare i settori politico-sociale, economico-statistico, dell’ingegneria e medico. I diplomati liceali si distribuiscono invece tra i settori giuridico, ingegneria, economico-politico e letterario. I diplomati dell’istruzione magistrale prediligono le aree umanistiche e sociali, i diplomati nel settore artistico quelle letterarie e dell’architettura.