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Sono 18.568 i dottori di ricerca che l’Istat ha “intervistato” per realizzare la prima indagine sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca. La rilevazione ha riguardato due coorti: quanti hanno conseguito il titolo nel corso del 2004 e del 2006.

In generale i livelli di occupazione dei dottori di ricerca non fanno ben sperare: il livello di occupazione generale si attesta infatti intorno al 90% ma la percentuale di contratti a tempo indeterminato non raggiunge il 50% e i dati occupazionali peggiorano con passare degli anni.

A circa tre anni dal conseguimento del titolo, il 92,8% dei dottori di ricerca del 2006 svolge un’attività lavorativa, il 5,4% è in cerca di occupazione, mentre l’1,8%, pur non lavorando, dichiara di non essere alla ricerca di lavoro. La quota di occupati tra i dottori di ricerca del 2004 sale al 94,2% e quella di quanti sono ancora in cerca di lavoro scende al 4,4%, mentre appare simile quella relativa a coloro che non lavorano e non cercano lavoro (1,5%). Tra i dottori, sia a tre anni sia a cinque anni dal dottorato, si rileva una consistente quota di persone occupate da prima del conseguimento del titolo, rispettivamente il 29,7% e il 24,6%.

Gran parte degli occupati, però, risulta inserita grazie a contratti a termine o assegni di ricerca e borse post dottorato (48% del 2006 e 35% del 2004). E fra tutti i dottori quasi uno su quattro, per “sbarcare il lunario”, svolge anche un’attività per nulla connessa a ricerca e sviluppo.

Brutte notizie anche per quanto riguarda le retribuzioni medie: le buste paga degli uomini risultano più alte del 17% rispetto a quelle delle donne. I dottori di ricerca del 2006 guadagnano in media 1.687 euro netti al mese, mentre quelli del 2004 arrivano a 1.759. I meglio pagati sono i dottori in scienze mediche, seguiti da quelli in scienze giuridiche, scienze fisiche e ingegneria industriale e dell’informazione. I dottori di scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche registrano i guadagni più bassi superando di poco i 1.300 euro.

Non raggiungono i 1.500 euro anche i dottori in scienze storiche, psicologiche e pedagogiche, scienze della Terra e scienze agrarie e veterinarie. Ma nonostante la situazione perlopiù precaria, solamente il 12,2% dichiara di volersi trasferire all’estero: Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania le mete più gettonate.