Ricercatori

Nel 2009 e nel 2010 la contrazione è stata evidente: imprese e università hanno ridotto la spesa per ricerca e sviluppo. Lo afferma l’Istat nel rapporto “Ricerca e sviluppo in Italia”, chiarendo che le previsioni di spesa pubblica per quest’anno sono pari a 9.182 milioni di euro contro i 9.778 milioni nel 2009 e i 9.942 nel 2008.

Un’evidente e continua riduzione cui fa parzialmente da contraltare il dato della spesa per ricerca e sviluppo “intra-muros” (cioè con personale e attrezzature propri) relativo all’anno 2008, quando imprese, istututi no profit, università e comparto pubblico hanno speso una cifra complessiva di 19,304 miliardi di euro. rispetto al 2007, infatti, l’aumento è del 5,9 per cento in termini nominali e del 3 per cento in termini reali.

L’Istat spiega che nell’anno in esame è aumentata di conseguenza anche l’incidenza degli stanziamenti per ricerca e sviluppo in relazione al Prodotto interno lordo, con una quota dell’1,23 per cento. Il maggior apporto a questo aumento dei fondi messi a disposizione – sottolinea l’istituto di statistica – è giunto dal comparto delle imprese private, che hanno accresciuto del 7,6 per cento il loro contributo nel 2008 rispetto all’anno precedente.

Oltre la metà dei 19,304 miliardi, precisamente il 52,7 per cento, arriva infatti dalle aziende, ma cresce anche la spesa da parte delle università (+11 per cento) mentre istituzioni pubbliche e private no profit hanno ridotto gli stanziamenti rispettivamente dell’8,6 e del 3,3 per cento.

Dal punto di vista geografico, gli investimenti si concentrano soprattutto nel Nord-ovest, con il 36,1 per cento della spesa, e Nord-est, con il 24,7, mentre Centro e Sud si attestano al 21,6 e al 17,6 per cento. Piemonte, Lombardia e Lazio coprino da sole il 49,1 per cento del totale dei fondi stanziati per ricerca e sviluppo.

Nel 2008 è cresciuto anche il personale impiegato, con un +14,7 per cento sul 2007, calcolato in unità a tempo pieno equivalenti. L’istat registra un calo solo nel settore del no profit, mentre aumenta il personale dedicato al settore ricerca e sviluppo nelle università (+22,4 per cento), nelle imprese (+13,7) e perfino nelle istituzioni pubbliche, con un inatteso aumento del 5,6 per cento.