invecchiamento riduce capacita prendere decisioni giuste

Con l’invecchiamento non è solo l’organismo che pian piano si deteriora, ma anche la mente. Alcuni ricercatori hanno scoperto che uno degli effetti di tale processo è la diminuzione della capacità di prendere le decisioni più giuste per il proprio benessere. Un problema di non poca importanza, se si pensa ai pericoli incontro ai quali possono andare le persone anziane, se non seguite come si deve e lasciate in balìa della propria capacità di giudizio.

Lo studio che ha portato a concludere che l’invecchiamento riduce la capacità di prendere le decisioni più giuste, è stato condotto da un team dell’Università di Yale (USA) e pubblicato sulla rivista Pnas. Nel corso della loro ricerca, gli studiosi americani si sono concentrati sulla valutazione dell’attitudine al rischio di 135 individui sani di età compresa fra i 12 e i 90 anni. I partecipanti sono stati sottoposti a una serie di test, che hanno svelato come il deterioramento della capacità di assumere le decisioni migliori non riguardi solo, ad esempio, la sfera economica e la gestione dei risparmi (aspetti messi alla prova durante lo studio), ma tutti gli ambiti della vita.

In uno dei test, ai soggetti selezionati è stato chiesto di scegliere tra la possibilità di guadagnare 5 dollari sicuri o di partecipare a una lotteria che avrebbe potuto far loro vincere una somma variabile. In un altro, invece, è stata data loro la possibilità di scegliere tra perdere una somma fissa di 5 dollari oppure rischiare di perderne 8 o di non perderne affatto. Ne è venuto fuori che le persone più anziane sono meno propense a rischiare quando c’è la possibilità di guadagnare, mentre lo fanno più degli altri quando c’è la possibilità di perdere. Da ciò si evince che l’invecchiamento riduce notevolmente la capacità si prendere le decisioni più giuste.

Si tratta – come spiega uno degli autori dello studio, Ifat Levy – di “un problema di urgente importanza che ha ricevuto solo un’attenzione limitata”. Un problema senz’altro da non sottovalutare, per quanto “spesso – aggiunge l’esperto – si pensa che le persone di qualsiasi età abbiano sia il diritto, sia la capacità di fare le proprie scelte per massimizzare il proprio benessere, ma i nostri dati suggeriscono che questo approccio una-misura-per-tutti potrebbe essere sbagliato per modelli che coinvolgono ampie popolazioni”.