ostacoli che bloccano valutazione invalsi e anvur

Quali sono gli ostacoli che bloccano Anvur e Invalsi, gli enti preposti alla valutazione di scuola e università in Italia? A chiederselo è il quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore, in seguito alla recentissima nomina da parte del ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza del nuovo presidente Invalsi, Annamaria Ajello. Un’occasione per riaprire il dibattito sul grande ritardo che abbiamo rispetto agli altri Paesi UE.

La tesi de Il Sole 24 Ore è che in Italia il sistema di valutazione non funzioni come dovrebbe a causa di una serie di ostacoli materiali e culturali. Primo tra tutti la sua instabilità: basti pensare che l’Invalsi in soli 14 anni di vita ha subito ben 4 riforme. Ma anche le scarse risorse ad esso destinate, come nel caso dell’Anvur, che ha meno personale e fondi di quelli di cui avrebbe bisogno. E, a peggiorare le cose, ci sarebbe un pregiudizio diffuso contro la valutazione, considerata un “esercizio di attribuzione delle colpe” e non uno strumento utile a monitorare l’andamento delle cose.

L’atteggiamento prevalente, secondo il quotidiano, sarebbe quello definito not in my back yard (letteralmente “non nel mio cortile”), consistente nell’apprezzare qualcosa soltanto finché non ci riguarda in prima persona. Ecco perché si fa un gran parlare di qualità e merito, ma poi, quando arrivano i responsi della valutazione, non si fanno attendere i giudizi negativi contro i valutatori di Invalsi e Anvur, i ricorsi al Tar, le delegittimazioni, le polemiche, e perfino le richieste di dimissioni del ministro di turno. Come è avvenuto nel caso della ripartizione tra i vari atenei della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario.

Questi ostacoli determinano l’assenza di un sistema di valutazione nazionale davvero efficiente, condizione necessaria per avere informazioni sul livello reale di preparazione degli studenti. Informazioni che sono fondamentali per comprendere e contrastare alcuni fenomeni, come quello dell’abbandono degli studi da parte delle matricole universitarie. La mancanza di un bagaglio culturale adeguato è, infatti, una concausa delle difficoltà che molti studenti incontrano e che portano 15 su 100 di loro abbandonare gli studi durante il primo anno, o li spingono ad andare fuori corso.

E, se l’Anvur non gode di buona fama, va ancora peggio per l’Invalsi. Ma entrambi sono, conclude Il Sole 24 Ore, strumenti utili per il monitoraggio dello status quo, e per migliorare scuola e università. Come si fa in tutto il resto d’Europa, e come prevede il quadro di riferimento europeo.