Gelmini apre al dialogo, gli studenti no

“Fulminata sulla via del Gran Sasso?”. Non suscitano alcun entusiasmo tra gli studenti le recenti dichiarazioni di Mariastella Gelmini: all’indomani dell’intervista concessa dal ministro dell’istruzione a Repubblica è una vera e propria levata di scudi quella che si solleva nel mondo studentesco, intermezzata da qualche punta di sarcasmo: “Il ministro Gelmini a quanto pare si è svegliato in vena di generosità” commentano l’Unione degli universitari e la Rete degli studenti medi.

Un’intervista dai toni concilianti quella della titolare dell’Istruzione: la stessa Gelmini che l’anno scorso definì “strumentalizzati” e “non rappresentativi” gli studenti che invasero le piazze della Capitale, oggi dichiara che la protesta studentesca di venerdì scorso è un “fatto che merita rispetto“. E chiama le cose con il loro nome: come quei fastidiosi “tagli” operati da Tremonti, che “il mio ministero non è più in grado di sopportare”. Insomma, se l’obiettivo degli studenti era quello di dare la sveglia al governo, pare che il ministro l’abbia sentita.

Ma dal fronte studentesco si leva un coro compatto: il ministro è “fuori tempo massimo”. Lo dicono chiaro e tondo: “Non abbiamo la memoria corta e sappiamo riconoscere l’ipocrisia. Non saranno certo queste uscite del ministro ‘fulminata sulla via del Gran Sasso’ a farci dimenticare che tipo di politica è stata portata avanti da questo governo, anche perché sarebbe impossibile vista la situazione disastrosa che c’è nelle nostre scuole dopo 3 anni di tagli”.

Le parole del ministro “hanno dell’incredibile” anche per la Rete della Conoscenza, che ribatte con dieci domande al ministro e commenta: “Con che faccia, ministra Gelmini, viene a chiederci di dialogare, mentre continua a mentire e truccare i numeri?”. Sulla stessa linea d’onda la Rete Universitaria Nazionale: “il ministro avrebbe potuto fare questa intervista 4 anni fa. Adesso non ha senso”. E nemmeno i ricercatori della Rete29Aprile ci vanno per il sottile. Secondo Alessandro Pezzella l’intervista rappresenta “un intervento triste che fa emergere l’inadeguatezza del ministro”.

In conclusione, l’invito rivolto a Mariastella Gelmini è trasversale, dall’Udu ai collettivi: “Se davvero ha a cuore le sorti della scuola e dell’università, ci dia ascolto e si dimetta“. Un concetto che i nostri hanno tutta l’intenzione di voler ribadire nel corso di questo autunno autunno “rovente”. Dopo la manifestazione del 7 ottobre, i megafoni si stanno scaldando per quella di sabato prossimo.