classifica Censis per l'area di Farmacia 2016

Venditori specializzati ed esperti in farmacosorveglianza, oltre che nei settori regolatorio e della qualità. Questi i profili, per il momento, più ricercati dall’industria farmaceutica, una delle poche a non subire così tanto gli effetti deleteri della crisi economica che da qualche anno a questa parte sta attanagliando il nostro Paese, rendendo sempre più difficoltosa la ricerca di un lavoro.

“Quello farmaceutico è un settore anticiclico. Significa – spiega Angelo Cusina, a capo della divisione Medical&Science di Adecco Italia – che, soddisfacendo esigenze primarie dei cittadini, non soffre del difficile momento come altri settori”. Allo stesso tempo, l’industria farmaceutica si sta evolvendo e indirizzando su aree terapeutiche sempre più specifiche. Ed è così che nel settore della vendita “non si cercano più informatori scientifici per i medici di base ma piuttosto – aggiunge Cusina – professionisti specializzati in aree particolari, come possono essere l’oncologia e la ginecologia”.

Le altre figure più ricercate sono, poi, quelle che si occupano del monitoraggio della vita di un farmaco, della registrazione dei medicinali e della loro qualità. Profili sempre più specializzati, talmente pochi in Italia, che le aziende farmaceutiche talvolta sono costrette a cercarli all’estero. Stessa cosa, invece, non si può dire del settore della ricerca, che appare senz’altro meno dinamico. Questo perché “la ricerca sul farmaco è molto costosa, in genere quindi è svolta solamente dalle grandi aziende oppure all’estero”. Nel nostro Paese, inoltre, l’industria farmaceutica si occupa soprattutto di distribuzione e farmacosorveglianza.

Se da un lato, però, i profili più ricercati riguardano aree sempre più specifiche, dall’alta parte, per quanto riguarda i profili già assunti, le aziende farmaceutiche puntano il dito verso la carenza di adeguate competenze nelle aree marketing e comunicazione. A rivelarlo è uno studio dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e di Adecco Formazione, condotto sui responsabili delle risorse umane delle principali aziende in ambito medicale del nostro Paese: in particolare, solo il 38 per cento di loro avrebbe fatto formazione in area marketing, ovvero corsi sulla comunicazione off line e on line.

Stando sempre all’indagine milanese, visto che il mercato sta diventando sempre più competitivo, per il futuro si sta sempre più delineando l’esigenza di una maggiore attenzione per l’aspetto gestionale: gli ambiti formativi ritenuti cruciali saranno così lo sviluppo delle relazioni con i clienti e i medici (60,9 per cento) e la formazione manageriale (52,2 per cento) con una particolare attenzione al market access (26 per cento).