Manifestazione alla Sapienza

L’assemblea delle studentesse e degli studenti della facoltà di Medicina della Sapienza di Roma ha indetto una tre giorni di proteste e sperimentazioni contro la crisi denominata “Medicina PreOccupata”. La manifestazione, lanciata sui social network, si svolgerà nel dipartimento d’Igiene dal 14 al 16 novembre, anticipando l’International Students Day del 17 novembre, che rivedrà gli studenti di tutto il mondo scendere in piazza contro la crisi.

Il dipartimento d’Igiene di Medicina diventerà per tre giorni uno spazio di ricerca, con seminari che vedranno anche la partecipazione di ricercatori e professori, corsi di sutura e di pratica, oltre a momenti di discussione e divertimento. “Ci riprendiamo la facoltà di ricercare, di sognare, di vivere a 360 gradi i nostri spazi, immaginando e costruendo sin da subito un’altra facoltà, un’altra università” dichiarano gli studenti coinvolti, tutti concordi nell’esprimere con questa manifestazione la volontà di investire concretamente in una ricerca e in una università libere, come migliore antidoto alla crisi.

Le studentesse e gli studenti della facoltà di Medicina non nascondono inoltre il proprio malcontento di fronte alle voci di un nuovo centro d’eccellenza di Medicina alla Sapienza, ristretto a pochi eletti e su cui si investirevbbero importanti risorse. Questo proprio mentre i primi effetti della riforma Gelmini costringono gli atenei ad una razionalizzazione forzata. A questa ipotesi gli studenti contrappongono un’idea più democratica di università: “vogliamo riaprire il dipartimento e la facoltà di Medicina a tutti e tutte”. Viene riproposta l’università come spazio pubblico dove produrre e diffondere “un sapere libero ed accessibile ad ognuno”.

L’iniziativa “Medicina PreOccupata” si inserisce nel contesto delle manifestazioni degli indignati del 15 ottobre scorso, rilanciata in occasione dell’11-11-11, dal movimento statunitense #occupywallstreet, che ha indetto la giornata mondiale #occupytheworld, celebrata anche a Roma dal gruppo dei “draghi ribelli” e che vede coinvolti anche gli universitari con occupazioni e assemblee.