Shri Ram College of Commerce, India

Vita dura per gli studenti indiani di scienze che vogliano entrare allo Shri Ram College of Commerce (Srcc) di Delhi. Per poter fare domanda occorre, infatti, un punteggio di ammissione perfetto, il 100 per cento. Una decisione, quella dell’Srcc, che ha incontrato da subito non solo le proteste studentesche, ma anche quelle del governo indiano.

Kapil Sibal, ministro dell’Istruzione, ha dichiarato la propria contrarietà in una conferenza a Dehli: “Non abbiamo intenzione di interferire, ma dobbiamo cambiare la situazione attraverso la legislazione. Si tratta di una decisione irrazionale e il vice-cancelliere e i college devono prenderne atto. Si tratta di un problema sistemico e politico che dovrebbe essere esaminato”.

Il direttore dello Shri Ram College of Commerce, P.C. Jain, ha giustificato la decisione affermando che il numero di studenti che fanno domanda e che riescono a ottenere un punteggio superiore al 90 per cento è in aumento, mentre i posti disponibili sono limitati. “Quello di cui abbiamo bisogno sono più istituti di istruzione di qualità perché il numero degli studenti che si diplomano con buone prestazioni è in aumento ogni anno” ha detto Jain.

Nel 1987 gli studenti che raggiungevano un “grado 12” (il massimo dei voti) erano un milione e l’Srcc poteva assegnare 800 posti. Nel 2011, gli studenti che hanno ottenuto il “grado 12” agli esami sono poco più di 10 milioni, ma l’istituto ha ancora a disposizione gli stessi 800 posti. “Abbiamo bisogno di più scuole e di più concorrenza”, ha detto Jain.

Secondo il Central Board of Secondary Education negli ultimi cinque anni il numero di studenti che ha ottenuto una prestazione di oltre il 90 per cento è aumentato dai soli 5.412 del 2006 ai 21.665 di quest’anno, mentre gli studenti con oltre il 95 per cento sono passati da un’élite di 199 studenti nel 2006 ai 2.097 del 2011.

Una situazione che mette in luce la carenza di istituti universitari di qualità in India, nonostante l’ormai sciolta National Knowledge Commission avesse già messo in guardia il governo nel 2007, quando aveva suggerito che il Paese aveva bisogno di altre 1.500 università. Negli ultimi due anni il governo ha costruito 12 nuove università, ma impiegheranno del tempo per riuscire ad attrarre i migliori studenti.

Un’alternativa alle scuole pubbliche potrebbe essere costituita dagli istituti privati, ma anche questo è uno scoglio che l’esecutivo sta cercando di affrontare con una legislazione che punti ad aumentare la qualità dell’insegnamento privato. Il Governo sta lavorando al Foreign Educational Institutions Bill, una legge che permetterà alle università straniere di fare investimenti nel Paese.

Il rischio per il sistema di istruzione indiano è che, se non riesce ad ovviare alla mancanza di qualità e alla carenza di posti, saranno sempre più gli studenti che preferiranno studiare all’estero. Già nel 2009 erano 100.000 gli studenti indiani iscritti ai college statunitensi.