indagine cineca crollo numero laureati

Crolla il numero dei laureati e l’Italia perde continuamente terreno rispetto agli altri Paesi europei. È quanto rivelato dal Cineca, il consorzio di università italiane che tiene la contabilità degli studenti. Si tratta di 18mila laureati triennali in meno (il 10 per cento) e circa 34mila laureati complessivi in meno (l’11,5 per cento) in un solo anno. Un dato preoccupante, considerato che per risollevarsi dalla grave crisi economica che sta attraversando, il nostro Paese avrebbe bisogno proprio di più persone con un titolo di laurea.

Secondo i dati dell’indagine Cineca, il crollo del numero di laureati sarebbe più vistoso soprattutto nell’area sanitaria, compresa Medicina: qui il calo è pari al 16 per cento sulle lauree di primo livello e al 13 per cento sul totale. L’ambito che, invece, avrebbe risentito meno della flessione è quello scientifico, nel quale si sarebbe registrato un calo solo dell’8 per cento. Oltre alla discrepanza tra i vari settori di studio, si è resa evidente anche una certa differenza di genere: quasi 12mila laureati triennali in meno sui 18mila totali sono, infatti, donne. Ciò denota una propensione maggiore da parte del sesso maschile a voler conseguire il tanto agognato titolo di studio.

Alla luce dei risultati dell’indagine, rispetto all’obiettivo della strategia Europa 2020, che mira a trasformare quella europea nella “economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”, il nostro Paese dimostra di stare molto indietro rispetto ai partner europei, specie se si considerano i laureati 30/34enni. Cosa sottolineata già dalla classifica delle 28 nazioni dell’Unione europea, in cui l’Italia – con appena il 22,4 per cento di giovani laureati – rappresenta il fanalino di coda.

Il crollo del numero di laureati emerso dall’indagine Cineca è, infatti, ancora più preoccupante nel confronto con gli altri paesi europei. In Francia il numero di 30/34enni in possesso della laurea è del 44 per cento, oltre 20 punti in più rispetto a noi. In Germania è pari a 33,1 per cento e si è registrata una crescita di oltre un punto rispetto all’anno precedente, mentre il Regno Unito vanta una quota pari al 47,1 per cento. In Italia, invece, il dato è aumentato di appena 0,7 punti in un anno e siamo stati superati anche da Romania, Malta, Repubblica Ceca, Slovacchia e Portogallo, paesi che prima erano alle nostre spalle.