Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2016

I laureati italiani del 2012 sono arrivati ad ottenere l’agognata pergamena a un’età inferiore rispetto al passato e sono sempre più propensi a trasferirsi per motivi di lavoro. Questi sono alcuni dei dati che emergono dalla XV Indagine AlmaLaurea sul profilo dei laureati, che ha riguardato circa 227mila ex-studenti, provenienti da 63 atenei, che hanno concluso il proprio percorso universitario (di I o II livello) nello scorso anno accademico. Lo studio è stato presentato ieri a Milano nell’aula magna dello IULM.

L’Indagine AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2013 ci consegna una fotografia dei neo-dottori molto diversa rispetto al passato. L’età media al conseguimento del titolo è pari a 24,9 anni, in discesa rispetto al dato dell’anno precedente che era di 25,7. Nel dettaglio, in media si arriva alla laurea triennale a 23,9 anni, a quella magistrale a 25,2 e a quella magistrale a ciclo unico a 26,1 anni. Di pari passo, ovviamente, diminuisce anche la quota dei fuoricorso, con il tasso di studenti che conseguono la laurea nei tempi previsti che sale al 41 per cento nel 2012, mentre nel 2001 era appena del 10 per cento.

Un altro dato importante che emerge dall’Indagine AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2013 è la soddisfazione che la maggior degli interpellati ha mostrato nei confronti del percorso di studio prescelto: ben il 66 per cento dei neo-dottori, se potesse tornare indietro, si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso di laurea nello stesso ateneo.

I laureati del 2012 dichiarano anche di aver seguito più assiduamente i corsi, con il 68 per cento di essi che ha detto di essere stato presente a più di tre quarti delle ore di lezione previste. Inoltre, il 14 per cento di coloro che hanno conseguito la laurea nello scorso anno accademico ha trascorso un periodo di studio all’estero – partecipando al programma Erasmus o ad altre attività assimilabili – confermando il trend di ripresa di questo tipo di esperienze dopo il calo degli anni immediatamente post-riforma.

Secondo l’Indagine AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2013 il 60 per cento dei nuovi dottori ha svolto durante gli studi uno stage o un tirocinio riconosciuto dal proprio corso. La percentuale più alta (88 per cento) si registra tra i laureati in Agraria, quella più bassa (36 per cento) tra quelli del ramo giuridico. Resta, invece, ancora scarsa la capacità degli atenei nostrani di attrarre giovani stranieri, che sono appena il 3,5 per cento del totale degli iscritti, a fronte di una media europea che si attesta all’8 per cento.

E per il proprio futuro? I giovani laureati italiani sperano di trovare un lavoro stabile, che consenta loro di fare carriera e di avere ampi margini di autonomia. L’Indagine AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2013 svela anche che circa un intervistato su cinque spera di potersi inserire nel settore pubblico, e sfata il mito secondo cui i giovani italiani non sarebbero disposti ad allontanarsi da casa per trovare lavoro. Non solo il 31 per cento degli intervistati sarebbe propenso a frequenti trasferte, ben il 44 per cento dei laureati del 2012 si dice pronto a cambiare residenza.