indagine almalaurea sul profilo dei diplomati 2013

L’università attira sempre meno i 19enni italiani: solo il 30 per cento di loro s’immatricola e 17 su 100 abbandonano gli studi già nel corso del primo anno. “Vuol dire – spiega Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, che ha condotto l’indagine sul profilo dei diplomati 2013 – che hanno fatto la scelta sbagliata, o che non sono stati accompagnati in questa scelta”.

L’indagine AlmaLaurea sul profilo dei diplomati 2013 ha coinvolto 48.272 giovani che hanno conseguito la maturità nel Luglio scorso provenienti da 347 istituti scolastici di Lazio, Puglia, Lombardia, Emilia Romagna e Liguria. Quella messa in luce dal rapporto è “una situazione – aggiunge Cammelli – che mette in luce l’urgenza di cambiare il modo di fare orientamento: così come viene fatto, non funziona”.

Una prova della mancanza di un buon servizio di orientamento in Italia la dà il dato rilevato da AlmaLaurea, secondo cui 44 diplomati su 100 – se potessero ritornare indietro – cambierebbero indirizzo di studi o scuola. Contribuisce a ciò anche il fatto che, stando sempre ai dati contenuti nell’indagine sul profilo dei diplomati 2013, 82 iscritti all’università su cento provengono da famiglie i cui genitori non hanno esperienza di studi universitari. Risulta chiaro, quindi, che orientare i ragazzi a scelte consapevoli dopo il diploma di scuola secondaria superiore non può più essere solo un doveroso impegno da parte delle istituzioni scolastiche, ma deve far parte di un piano ben più complesso e mirato.

Per far sì che più 19enni si iscrivano all’università, è necessario mettere a loro disposizione insegnanti preparati e figure realmente capaci di indirizzarli nel modo più corretto. Il rischio, infatti, è di perdere delle risorse preziose e fondamentali per il futuro del nostro Paese. A tal proposito, AlmaLaurea fa sapere di avere allo studio strumenti per aiutare anche gli studenti di terza media a scegliere tra i percorsi possibili dopo la scuola dell’obbligo: “Questi giovani rappresentano il futuro: un bene prezioso – dichiara Cammelli – che stiamo perdendo all’anagrafe e verso il quale la perdurante disattenzione e sottovalutazione da parte del mondo adulto finirà per diventare un vero punto critico”.

Se da un lato sempre meno 19enni risultano iscritti all’università, dall’altro dall’indagine AlmaLaurea sul profilo dei diplomati 2013 è emerso un ritratto di giovani complessivamente soddisfatti dell’esperienza scolastica, con una conoscenza “almeno buona” dell’inglese scritto. Nel dettaglio, 31 diplomati su 100 si dichiarano addirittura “molto soddisfatti” del percorso di studi portato a termine, esprimendo apprezzamento anche verso i docenti, ritenuti in possesso delle competenze necessarie dall’80 per cento del campione. Più negativi, invece, i giudizi riguardo alle strutture scolastiche.