Gelmini

Dopo il colloquio del 10 gennaio scorso con il capo dello Stato, i rappresentanti degli studenti eletti nel Cnsu hanno incontrato ieri il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini per un confronto sulla riforma che entrerà ufficialmente in vigore il 29 gennaio e i decreti attuativi indispensabili al suo funzionamento.

Dal parlamentino degli studenti universitari sono arrivate reazioni contrapposte al termine dell’incontro. I rappresentanti dell’Unione degli universitari (Udu) hanno giudicato “quasi offensivo” che il faccia a faccia con il ministro sia avvenuto a riforma già approvata, mentre durante l’iter di predisposizione del provvedimento le occasioni per confrontarsi sono state ben poche.

“L’unica istituzione che ci ha ascoltato è stato il presidente Napolitano” spiega Gianluca Scuccimarra, consigliere in quota Udu-Run-liste di sinistra, che sottolinea come a suo avviso nessuna delle promesse di liberare gli atenei da baroni e fannulloni sarà mantenuta. Per Scuccimarra l’unico effetto tangibile della riforma saranno i pesanti tagli, mentre della centralità del merito non c’è traccia proprio a causa dei tagli al diritto allo studio. E conclude: “Si sta facendo bunga-bunga con il futuro di un’intera generazione”.

Proprio sul diritto allo studio si è soffermata la Rete universitareia nazionale (Run), che ha accusato il ministro di aver fatto solo uno spot nel voler incontrare il Cnsu mentre non ha dato risposte su come si finanzierà nei prossimi anni. Dai rappresentanti di Studenti per la Libertà, associazione politicamente vicina al ministro, giungono invece parole di ottimismo e soddisfazione per l’esito dell’incontro, “a dimostrazione del fatto che da parte del governo c’è un vivo interesse per l’opinione dei giovani studenti, diversamente da quanto traspare da alcune trasmissioni televisive”.

Erio Buceti, capogruppo di Studenti per le libertà – Azione universitaria, ha spiegato che il ministro Gelmini si è impagnata a dar luogo a diversi incontri nella fase di messa a punto dei decreti, per coinvolgere e rendere protagonisti gli studenti “in questo processo di rivoluzione universitaria anche sul piano tecnico”.