da ricerca di harvard e mit presto spade laser di Star Wars

Chi non ricorda i duelli a colpi di spada laser dei film della mitica saga di Star Wars? Grazie a una ricerca sui fasci di fotoni condotta congiuntamente dall’Università di Harvard e dal MIT, il Massachussets Institute of Technology, per la gioia degli appassionati, presto potrebbe essere possibile riprodurre i combattimenti di Luke Skywalker, Obi Wan Kenobi e compagnia.

Lo studio di Harvard e del MIT ha scoperto, infatti, che alcune particelle possono aggregarsi a formare un fascio che potrebbe essere proprio come quello delle celebri spade laser di Star Wars, la saga di film di  George Lucas. La scoperta, tuttavia, lascia scettici molti esperti: a parere di buona parte della comunità scientifica, infatti, si tratterebbe solo di un’illusione ottica.

La ricerca sui fasci di fotoni è frutto del lavoro di Mikhail Lukin, ordinario di Fisica ad Harvard, e Vladan Vuletic, suo omologo al MIT di Boston. Attraverso i loro studi, i due hanno appurato che i fasci di fotoni, lanciati a gruppi attraverso uno strato di atomi di rubidio, hanno la tendenza a raggrupparsi, e poi formare una nuova molecola, che sarebbe in grado di riprodurre il ben noto effetto di luce delle spade laser di Star Wars.

Si tratta ora di appurare se si possano indirizzare i fasci di fotoni per far sì che, un volta attraversato il rubidio, possano produrre uno strato solido, il che non è detto. In ogni caso l’intenzione degli scienziati non è tanto quella di attrezzarsi per combattere Dart Fener, quanto piuttosto quella di creare computer che possano essere utilizzati per studi di fisica quantistica. Anche se gli stessi Lukin e Vuletic hanno evidenziato la similitudine tra gli esiti dei propri studi e le famose spade laser di Star Wars. Le quali tra l’altro replicano proprio la reazione fisica per cui i fotoni, quando si scontrano con atomi di altre sostanze, si aggregano.

A quanto pare, la tecnologia di jedi e lato oscuro è meno fantascientifica di quanto si pensasse. Agli scienziati di Harvard e MIT non si può che dire, per il prosieguo delle ricerche: che la forza sia con voi!