guarire dalla dipendenza da cocaina con un laser

Una luce di tipo laser, capace di attivare in maniera non invasiva quella parte del cervello (la corteccia prefrontale) in cui hanno sede le funzioni di autocontrollo e della capacità decisionale, potrebbe mettere una per volta per tutte fine alla dipendenza dalla cocaina. “Un passo importantissimo – dichiara in una nota Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga (Dpa) – che apre prospettive terapeutiche e di ricerca completamente nuove”. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature.

Ѐ stato uno scienziato italiano, Antonello Bonci, a giungere a tali conclusioni. Il ricercatore, dopo essersi laureato in Medicina all’Università Cattolica di Roma e aver conseguito una specializzazione in Neurologia a Tor Vergata, ora lavora negli stati Uniti, precisamente al National institute on drug abuse di Bethesda. Per il momento, il laser è stato testato solo sugli animali, nell’uomo si conta di provare presto un’altra tecnica innovativa e poco invasiva, ovvero la stimolazione magnetica transcranica (Tms). Le sperimentazioni potrebbero iniziare tra pochi mesi e dare già i primi risultati entro la fine dell’anno.

Innanzitutto, lo scienziato italiano ha scoperto che alla base della dipendenza da cocaina c’è la parte della corteccia prefrontale chiamata ‘area prelimbica’. “Abbiamo visto – spiega Bonci – che la sua attività è praticamente azzerata nei topolini tossicodipendenti e che riattivandola i topolini cessano di cercare immediatamente la cocaina, perdendo la dipendenza”. Durante lo studio, negli animali si sono resi i neuroni di questa parte del cervello sensibili alla luce tramite un’operazione di ingegneria genetica. Poi, il team di ricercatori guidato dallo scienziato italiano ha colpito la corteccia prefrontale con il laser, aumentandone il livello di attivazione: così facendo, la dipendenza da cocaina scompare.

In sintesi, i fasci di luce del laser funzionano come una sorta di telecomando, che accende e spegne i neuroni fotosensibili. In questa maniera, si è visto che scompaiono i comportamenti tipici della dipendenza e che i topolini smettono di cercare la droga. Si è verificato anche il contrario: spegnendo questa parte sensibile della corteccia prefrontale, infatti, i roditori sani si sono trasformati in cocainomani. Sono risultati molto importanti, che in un tempo non troppo lungo potrebbero portare alla realizzazione di terapie mirate per combattere questo tipo di dipendenza.