GreenMetric Ranking 2011

C’è l’Università di Nottingham in cima ad una nuova classifica accademica che questa volta viene dall’Oriente. Si tratta del GreenMetric Ranking of World Universities redatta dall’Università dell’Indonesia, quest’anno alla sua seconda edizione, che mette in fila le università di tutto il mondo. Un ranking che si colloca a metà strada tra una classifica e un vero e proprio “contest” internazionale dal momento che sono gli atenei stessi a inviare la propria adesione per comparare i loro sforzi nella direzione della sostenibilità ambientale nella gestione degli istituti.

E l’iniziativa dell’università indonesiana è stata accolta positivamente dalla comunità scientifica e dalle università di tutto il mondo: se nel corso della prima edizione sono state 95 le università partecipanti, quest’anno le “candidature” sono state ben 178 da 42 Paesi: oltre a Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone e diversi atenei europei, sono giunte segnalazioni anche dalla Palestina, dal Cile, dalla Romania e dal SudAfrica. L’idea vuole essere infatti quella di innescare una sorta di sfida “verde” tra le istituzioni accademiche di tutto il mondo, in particolare tra i Paesi in via di sviluppo e le economie consolidate.

A spuntarla è l’università britannica di Nottingham, con un punteggio di 8.033,54, mentre al secondo posto si piazza l’americana Northeastern University seguita da un altro ateneo statunitense, la University of Connecticut. Mentre l’ateneo di casa, Universitas Indonesia, si colloca a quota 22. Ma sono diversi anche gli atenei del Belpaese che hanno partecipato a questo contest “green”.

Primo tra i candidati italiani è il Politecnico di Milano, in 76esima posizione, seguito dall’Università del Salento a quota 102. In classifica anche l’Università Ca’ Foscari di Venezia, al 121esimo posto, mentre l’Universita degli Studi di Bari Aldo Moro si piazza a quota 133, seguita dalla Politecnica delle Marche (156) e dal Politecnico di Torino (166).

La classifica è stilata in base alle informazioni fornite dalle 178 università partecipanti, che hanno consentito la formulazione di una serie di indicatori di sostenibilità corrispondenti a cinque macro-categorie, tra i quali l’utilizzo di energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti, l’uso delle risorse idriche e l’efficienza dei trasporti.