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Giovani che abbandonano gli studi universitari: una triste realtà in Italia, una vera emergenza in Gran Bretagna. Dove ad allarmare è anche l’indebitamento delle famiglie, a causa delle rette altissime di molti atenei. L’abbandono universitario da parte degli studenti e la sofferenza economica delle rispettive famiglie nel Regno Unito hanno raggiunto proporzioni preoccupanti, tanto che è l’ente che si occupa delle ammissioni delle matricole, l’Universities and colleges admission service (Ucas) a invitare i giovani sudditi della Regina a pensarci bene prima di scegliere a quale corso iscriversi. “Aspettate, non c’è fretta. Evitate di fare scelte sbagliate”: così suona l’appello del capo dell’Ucas Mary Curnock Cook.

Vittime di troppe pressioni da parte di familiari e amici, i giovani della Gran Bretagna finiscono per cedere alle lusinghe dei college, che li attirano con promesse di studi appassionanti e soprattutto di carriere folgoranti, senza rifletterci abbastanza. Al punto che solo nel 2013 oltre 26mila sono stati gli iscritti all’università che si sono ritirati, e 1 diplomato su 15 ha abbandonato senza terminare nemmeno il primo anno di corsi.

Tutto questo nonostante le famiglie avessero già pagato le costosissime rette. Un bel problema per quella middle class cui per lo più appartengono gli studenti colpiti dalla fretta di iscriversi all’università, secondo i dati Ucas. Nel 2012 infatti una legge ha concesso ai college di aumentare le tasse fino a 9mila sterline, e ben pochi atenei non ne hanno approfittato, costringendo molti genitori a stipulare prestiti per pagare gli studi ai figli. Così che si calcola che il debito medio che ogni universitario lascia alla famiglia si aggira attorno alle 40mila sterline, la bellezza di 50mila euro.

Su queste basi è stata lanciata dall’Ucas una campagna di sensibilizzazione, per convincere gli studenti a ponderare a lungo le loro scelte e non affrettare i tempi nello scegliere l’università. Con vantaggi non solo per i portafogli delle famiglie, ma per gli atenei stessi. Perché in Inghilterra la valutazione dei college tiene conto anche del numero di iscritti che arriva alla laurea. Il leit motiv? Niente fretta, siamo inglesi.