governo Letta blocca tagli istruzione

Scuole, università e istituti di ricerca possono tirare un sospiro di sollievo: il governo Letta mantiene la promessa fatta qualche settimana dallo stesso premier durante un’intervista al programma di Rai3 “Che tempo che fa”, e blocca i tagli all’istruzione e alla ricerca. Un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, infatti, esclude il settore della conoscenza da quelli nei quali a partire dal 2014 dovranno essere operate riduzioni per cumulare accantonamenti che servano a sbloccare il pagamento dei debiti dello Stato verso le imprese. Si sono evitati così nuovi ulteriori tagli lineari per un totale di 137 milioni di euro.

Sia il presidente del Consiglio Enrico Letta sia il neo-ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, nei giorni scorsi avevano speso parole in merito e si erano impegnati nei confronti dell’opinione pubblica, dichiarando scuola, università e ricerca punti cardine nel loro programma di governo per il Paese. E le prime azioni reali a testimonianza di questo impegno non si sono fatte attendere.

Nel dettaglio, il decreto modificato dall’emendamento appena approvato prevedeva tra 2014 e 2015 un taglio di 75 milioni di euro dei fondi a favore dell’istruzione scolastica, di 47,5 per quella universitaria e di 13,5 milioni per la ricerca scientifica, da destinarsi al pagamento delle aziende in credito con lo Stato.

I rappresentanti del governo Letta non possono che gioire per questa prima vittoria, tanto più che il presidente del Consiglio aveva già annunciato – sempre durante la stessa intervista – che avrebbe dato le dimissioni in caso il suo esecutivo si fosse trovato costretto ad apportare altri tagli al mondo della cultura e dell’istruzione. Il ministro Carrozza ha espresso soddisfazione per il provvedimento. “Un’ottima notizia – sono state le sue parole – che conferma l’attenzione di questa maggioranza nei confronti della scuola, della ricerca e dell’università”, temi che, come sottolineato anche nell’incontro di Sarteano, “saranno centrali e prioritari nell’azione del governo”.

Dopo anni di tagli imposti dalla coppia Gelmini-Tremonti, istruzione e ricerca possono finalmente riprendere un po’ fiato grazie a una buona notizia che fa recuperare una certa dose di ottimismo a studenti, universitari, docenti, ricercatori e a tutti coloro che reputano la conoscenza il vero motore di un Paese. Dopo il blocco dei tagli, c’è da sperare che arrivino anche gli investimenti.